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L'asino d'oro


In ‘L’asino d’oro’ o ‘Metamorphoseon libri’ di Apuleio il protagonista è Lucio che, spinto dalla curiositas decide di cospargere il suo corpo con un unguento magico per diventare un uccello, decide di farsi aiutare da Fòtide, assistente della maga e ragazza di cui lui era innamorato. Fòtide però sbaglia unguento quindi Lucio invece di diventare un uccello si ritrova asino. L’asino raffigura la degradazione umana, l’aver toccato il fondo ed ancora l’immaturità. L’asino verrà poi rapito da dei ladri entrati in casa della maga subito dopo la trasformazione. Lucio passerà delle giornate terribili in balia di padroni che lo faranno lavorare tantissimo fino a decidere di ucciderlo. Disperato, Lucio si getta nel bagno purificatore del mare e invoca Iside, dea della luna che dopo diversi passaggi lo farà tornare umano. Vediamo in Lucio l’Alter ego di Apuleio in quanto anche lui è interessato alla magia tanto da rischiare la sua stessa vita. Inoltre Lucio diventato uomo-bestia, perde la sua precedente posizione sociale, diventando succube della volontà altrui. La conquista della razionalità, del dominio di sé avviene nel momento in cui Lucio, lasciata la propria bestialità, si fa iniziare al culto degli dei Iside e Osiride. La sua rinascita, il suo ritorno nel "mondo degli uomini" implica anche un messaggio religioso, perché ha un qualcosa di miracoloso: la salvezza dell'uomo, infatti, è un dono gratuito della divinità.
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