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Apuleio, opere oratorie

Florida. E' una raccolta di ventitre brani oratori, che trattano di diversi temi e presentano una lunghezza diversa. Ad essi si aggiungono numerosi stralci di conferenze pubbliche tenute dallo stesso Apuleio.
Apologia. Si tratta di un'opera a carattere oratorio, una sorta di rielaborazione dell'originale declamazione che Apuleio tenne per il processo in cui fu chiamato per le accuse mossagli dal suocero al fine di interdirgli l'accesso all'eredità. In tale opera egli smonta tutte le accuse e inserisce una serie di disquisizioni dotte (al fine di affermarsi culturalmente), afferma di essere un filosofo (per difendersi dall'accusa di praticare la magia) e ricostruisce gli avvenimenti, al fine di dimostrare la sua innocenza. Sappiamo che egli fu assolto, ma non è chiaro se lo fu per la sua difesa o poiché nel testamento egli non era l'erede principale e quindi per mancanza di un vero e proprio movente.

Egli mette in ridicolo le ragioni dell'accusa dall'alto della sua cultura, che tende a ostentare in continuazione. Ma egli, nonostante gli siano mosse anche accuse di magia, non nasconde le sue competenze in materia, distinguendo tra 'magia bianca' e 'magia nera' (quest'ultima intesa come capacità di evocare i demoni) e vantandosi di avere la capacità di dominare le forze naturali, anche se come semplice scienziato.
Apuleio si rivela essere un ottimo avvocato, accostato a Cicerone (per i giochi di parole, l'ironia, le invettive e il pungente sarcasmo). Anche se non ciceroniano è il colore del discorso, teso infatti alla mescolanza.

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