L'età di Cesare si sta concludendo, le guerre e i vari contesti influiscono sulla vita di Virgilio che nel 39 entra a far parte del circolo di Mecenate dove conobbe Lucrezio e Cornelio Gallo.

Virgilio nasce il 15 ottobre del 70 a.C. ad Andes e muore il 21 settembre a Brindisi del 19 a.C..
Il padre di Virgilio era un piccolo proprietario terriero divenuto ricco grazie all'apicoltura e all'allevamento; la madre, di nome Magia Polla, era la figlia del mercante Magio.
Virgilio frequentò la scuola di grammatica a Cremona, quella della filosofia a Napoli e quella di retorica a Roma dove conobbe molti uomini di cultura.

Virgilio si trova a vivere durante i grandi sconvolgimenti delle guerre civili prima tra Cesare e Pompeo, culminato con la sconfitta di Pompeo a Farsalo nel 48 a.C., poi l'uccisione di Cesare nel 44 in una congiura e poi lo scontro tra Ottaviano e Marco Antonio e i Cesaricidi, Bruto e Cassio.

Virgilio si vede confiscare le terre che vennero date ai veterani di Ottaviano e Antonio tornati dalla guerra di Filippi del 42 a.C.; ci fu la conquista dei beni e le terre erano l'unico appiglio; così su questi temi nacquero le Bucoliche. I sentimenti di sofferenza e malinconia di Virgilio vennero riversati nel mondo agreste.

Tra il 42 e il 39 compone le Bucoliche a Napoli: sono una raccolta di dieci componimenti detti egloghe di stile bucolico che rispecchiano il modello del poeta Teocrito. Le Bucoliche ricalcano la filosofia dell'epicureismo e dello stoicismo. Il locus ameno un luogo dove regna sovrana la natura, un luogo incontaminato per evadere dal presente di guerre fratricide e sangue. Non manca certo l'elemento del pathos e nei carmi vi sono riferimenti paesaggistici precisi non della Sicilia ma della Padania caratterizzati da nebbia e freddo, ambiente triste e malinconico com'era lui.

Il protagonista Titiro racconta la confisca del podere di Melibeo e cerca di consolarlo; Titiro rappresenta Virgilio.
Nella quarta ecloga si parla della nascita di un puer, di un bambino; vi sono quattro ipotesi si pensa che la nascita di questo bambino potesse annunciare l'arrivo di Asinio Pollione, del figlio di Ottaviano, del Messia o di una nuova generazione.

Virgilio parla dell'Arcadia, la regione del Peloponneso, terra di pastori.
Il filo rosso di quest'opera .. locus amoenus --> malinconico sofferente --> ricco di pathos.

nel 37 Virgilio inizia la stesura delle Georgiche, composte a Napoli e suddivise in quattro libri. Sono un poema didascalico sul lavoro dei campi, sull'allevamento e sull'apicoltura, come metafora di un'ideale società umana. Le Georgiche seguono la filosofia stoica; quest'opera fiancheggia l'idea della ricostruzione politica.

Le Georgiche sono considerate l'anello di congiunzione tra Virgilio e Ottaviano.

La sua opera più famosa fu l'Eneide, poema che ebbe grande successo. Ottaviano e Mecenate lo lodarono molto per le sue opere. L'Eneide gli fu commissionata e dopo dieci anni di composizione è rimasta incompiuta (finita ma senza revisione) dopo la sua morte. Egli lasciò detto a due amici Tucca e Varo di non pubblicarla ma i due consegnarono l'opera all'imperatore e l'Eneide divenne il poema Nazionale Romano.
L'opera tratta della storia di Enea, scampato alla guerra di Troia e fondatore della gens Iulia.

Durante la sua vita Virgilio si avvicinò alla filosofia stoica in quanto secondo lui nella filosofia epicurea l'uomo non aveva il totale potere di decidere sul tuo destino.
Virgilio era un intellettuale rappresentativo ed emblematico che passa dal disimpegno, dall'otium letterario epicureo alla ricostruzione politica.

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