Virgilio bandiva la superstizione che era una sorte malefica e non escludeva gli dei agresti (quelli della tradizione italica e romana). Egli compì gli studi di filosofia alla scuola di Sirone a Napoli dove imparò l'epicureismo (che cercava la causa delle cose e affermava che la felicità è nella conoscenza della physis, ossia la natura). Di ritorno dalla Grecia, Virgilio morì a Brindisi e fu sepolto a Napoli nel 19 a.C. dopo aver composto le Bucoliche, le Georgichee l'Eneide.

Contesto storico

Ottaviano cercò di avvicinarsi al Senato e attaccò l'Egitto dove si trovava Antonio: nella battaglia di Azio del 31 a.C. Antonio e Cleopatra furono sconfitti e così fu chiuso il tempio di Giano. Con Ottaviano sopravvissero le istituzioni repubblicane anche quando divenne Augusto, cioè imperatore. Il tiranno si lascia attorniare da un pool di letterati che si muovono nell'ambito della politica imperiale: Virgilio, Orazio e i poeti elegiaci (Properzio, Tibullo e Ovidio). Dopo un secolo di guerre civili, con Augusto ritorna la pace a Roma.

Le Bucoliche

È un'opera autobiografica perché parla dell'esproprio dei terreni che erano assegnati ai veterani delle guerre dei triumviri; ma, grazie alle amicizie che aveva, Virgilio riuscì solo per poco a sottrarsi a quest'esproprio. In seguito, infatti, gli furono tolte le terre. Mentre le Bucoliche teocritee erano costruzioni letterarie, quelle virgiliane sono realistiche perché sono rappresentati contadini veri.

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