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Vita e opere di Tibullo

Tibullo vive tra la metà degli anni 50 e il 18, un periodo di scontri fratricidi. Questo spiega le su scelte etiche e poetiche, cioè: l'aspirazione alla vita serena, alla pace della campagna, all'amore poetico. Messalla corvino era un personaggio che anche se gravitava nella cerchia di Augusto, aveva un'autonomia culturale.
La prima elegia del primo libro è un componimento programmatico, in cui sono presenti tutte le tematiche di tibullo: autarcheia intesa come moderazione e frugalità perché la prima elegia si apre con la contrapposizione tra chi vuol vivere da ricco e quindi imposta la sua ricchezza sull'accumulo di divizie, e chi si ha una vita non agiata. Tibullo non vuole ricchezze, ma solo una vita senza affanni (contentus vivere parvo: accontentandosi di vivere di poco) e quindi un modello di vita da cui sono esclusi i viaggi, le guerre, le forti passioni e i turbamenti. Gli altri temi conseguenti a questa scelta di vita sono il culto della campagna è connesso ad esso la religiosità agreste, l'amore, la pace, l'amicizia, la famiglia, la malattia e la morte.

Tutte queste tematiche sono il segno che l'elogio con tibullo si è staccata dalla tipologia che aveva in età ellenistica (elegia tipo callimachea) e quella latina che spaccate connotazioni soggettivistiche per cui i generi topici del motivo elegiaco sono filtrati attraverso un processo di personalizzazione.

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