Stazio, Publio Papinio - Biografia e opere


Nacque a Napoli, tra il 40 e il 50 d.C. e morì nel 96 d.C.

Celebrato dai suoi contemporanei, fu abile nelle recitationes, esercitazioni poetiche salottiere nelle quali recitava pubblicamente passi delle sue composizioni; primeggiò in numerose gare poetiche; si trasferì a Roma e abitando gli ambienti della corte e scrisse elogi a Domiziano; subì una crisi finanziaria e scrisse e vendette all’attore Paride i testi per le fabulae salticae, spettacoli leggeri di musica e danza, per uscirne; rientrò a Napoli con la mogie Claudia e morì.


La Tebaide

È la sua opera più famosa: poema epico in circa 10000 esametri, suddiviso in circa 10000 esametri, che tratta la guerra dei sette re contro Tebe con la lotta tra i fratelli Eteocle e Polinice per la successione al trono di Edipo.

Libri I-II: maledizione di Edipo contro i suoi figli: Eteocle e Polinice decidono di regnare su Tebe ad anni alterni ma Eteocle non rispetta l'accordo; Polinice sposa Argia (figlia del re Adrasto) e stringe amicizia con Tideo che reclama il trono per Polinice a Tebe, dove Eteocle gli ordina un'imboscata, ma si salva.

Libri III-IV: viene decisa la guerra contro Tebe e vengono descritti i sette eroi che la guideranno (Adrasto, Polinice, Tideo, Capaneo, Ippomedonte, Partenopeo, Anfiarao) che, assetati, durante la marcia verso la città, vengono soccorsi da Ipsipile (schiava del re di Nemea) che racconta la sua triste storia.

Libri V-VI: un serpente uccide Ofelte (figlio del re di Nemea); i sette istituiscono come espiazione i Giochi Nemei; alcuni presagi annunciano che uno solo sopravvivrà.

Libri VII-VIII: iniziano i combattimenti anche se Giocasta tenta di ristabilire la pace tra i suoi figli; Anfiarao è inghiottito dall’Ade; Tideo si fa portare il cranio di Melanippo.

Libri IX-X: Muoiono Partenopeo e Ippomedonte; gli Argivi fanno strage di Tebani; Meneceo (figlio di Creonte) si sacrifica per salvare la città; Capaneo sfida gli dei e viene fulminato da Giove.

Libri XI-XII: I fratelli si uccidono a vicenda; Giocasta si suicida e Creonte è il nuovo re; Argia e Antigone (sorella dei due giovani), disubbidendo agli ordini del re, pongono i cadaveri dei fratelli sul rogo, da cui si sviluppa una fiamma biforcuta che simboleggia il loro odio eterno; Creone fa arrestare le due donne e Teseo uccide il re ristabilendo la pace.

Stazio vuole recuperare l’epica tradizionale e imitare Virgilio (struttura Eneide: suddivisione in 12 libri, divisi in due esadi 1.narra i precedenti della guerra e contiene aneddoti e resoconti di viaggi e peripezie, 2.narra le vicende belliche con tratti idilliaci); citiamo anche Ovidio (argomento Metamorfosi: ricercati apparati mitologici), Lucano (tendenza ad inserire prodigi, profezie, particolari raccapriccianti), Antimaco di Colofone (tema: impresa dei sette re), Seneca (tema: tragedie ispirate al ciclo tebano).

Presenti molti errori: assenza di una religiosità autentica e profonda (rendono la mitologia un espediente puramente retorico, e ornamentale che rende personaggi e vicende vuoti e privi di spessore), vuota magniloquenza (manca l’ispirazione poetica e l’enfasi è sostituita da luoghi comuni e una rigidità tipica delle declamazioni).

I momenti migliori si trovano nella descrizione della mostruosità umana, in quadri solenni e terribili: la fiamma del rogo dove sono posti i cadaveri di Eteocle e Polinice si divide in due lingue a testimoniare l’odio tra i due fratelli che perdura anche dopo la morte; Tideo, ferito a morte da Menalippo, chiede la sua testa per maciullarla).

L’Achilleide

Poema epico rimasto interrotto di 167 versi e due libri sulla vita e le gesta di Achille (inizia mostrando l’educazione impartitagli dal centauro Chirone, il soggiorno a Licomede vestito da donna per volere della madre Teti che voleva proteggerlo dalla guerra di Troia, l’amore Deianira e il conseguente smascheramento di Ulisse che lo costringe combattere la guerra, e si interrompe con l’inizio del viaggio di Achille alla volta di Troia).
Ha tono più disteso e stile meno pomposo e aulico; sembra essere più vicino alla fiaba o all’idillio sentimentale (anche per il risalto che si dà ai sentimenti di Teti e Deianira).

Le Selve

Raccolta in 5 libri di 32 carmi di ispirazione autentica, quasi sempre in esametri. Secondo Quintiliano il titolo sta per abbozzi, schizzi, con riferimento alla stesura di getto delle odi; secondo gli studiosi rimanda alla grande varietà degli argomenti.
In base ai contenuti si suddividono in quattro sezioni: poesie di augurio per circostanze diverse, poesie di occasione, poesie in ricordo di persone o animali cari al poeta, poesie celebrative di opere d’arte e oggetti.
Sono composizioni erudite e raffinate con grande valore documentario: consentono la conoscenza di usi, costumi e ambienti di quella società. Presenti il ricorso al mito e una grande perizia compositiva, che riscatta i momenti aridi e talora noiosi delle situazioni.
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