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La Cinzia di Properzio

Il desiderio del poeta è fisico, ma è anche amore per la cultura di Cinzia. Il dono più grande che Properzio ha in serbo per Cinzia è quello di renderla famosa cantandola nei suoi versi. Properzio si abbandona in questo amore con tutto se stesso, accetta di vivere senza alcuno razionalità, trasgredendo la morale corrente: ante pone l'amore a ogni altra considerazione e scelta e l'amore è per lui la sola ragione di vita. È un amore pieno di contrasti e questo a Properzio piace perché il tormento tiene viva la fiamma tra gli innamorati e Cinzia è una donna di temperamento forte, abituata ad imporsi nei rapporti. Il peta è quasi sempre più debole, in oltre Cinzia è levis, leggera volubile, non consce la fedeltà ha un sacco di corteggiatori che sono rivali pericolosi perché sono ricchi e coprono Cinzia di doni. Properzio è gelosissimo e quindi seguono lamenti accuse, sofferenze. Cinzia e Properzio hanno due concezioni diverse dell'amore per Properzio è un legame assoluto che deve continuare dopo la morte, deve poggiata sull'attrazione fisica, sulla sensibilità comune (che nel caso di Properzio e Cinzia è l'amore per la poesia), deve lasciare fuori gli aspetti mondani. Per Properzio la puella deve pudica, non approva i costumi del tempo, non ne fa come Tibullo una battaglia ideologica, nel senso che è inserito nel sistema di vita metropolitano però preferirebbe l'antica morale. Cinzia, invece, è legata a un modello di vita pienamente infierito nella nuova morale corrente e anche in amore non si vuole legare a una sola persona, non vuole assolutizzare un sentimento. È l'esatto opposto della matrona Cornelia che in un'elegia del quarto libro dal mondo dei morti parla non fierezza della sua fedeltà di moglie, del suo amore per i figli, secondo i caratteri della matrona romana. Su queste basi l'amore di Properzio e Cinzia non può che finire con un discidium cioè con una separazione che si produce quando Properzio è colto dal disinganno e vede Cinzia nella sua vera luce, al di fuori delle idealizzazioni. Questo è il romanzo d'amore di Properzio, che non è drammatico come quello di Catullo (odio et amo), non è improntato al lamento come quello di tibullo. Si sviluppa su una linea più varia e più leggera, con momenti anche di ironia, il personaggio è più vivo sia di Lesbia sia di Delia, sia di Nemesi e quindi è più vasta la casistica amorosa delle vicende e degli stati d'animo. Properzio trasferisce in poesia un esperienza biografica? È il problema che si pone la carica. Nel 1983 paul vein scrive un saggio in cui nega alla poesia d'amore in generale e a quella di Properzio in particolare qualsiasi legame con la realtà. Per lui la poesia romantica Latina è pura finzione in cui è possibile trovare alcuni topos letterali. Questa tesi è considerata eccessiva, ma ha avuto il merito di ricordare a tutti gli studiosi della poetica antica la necessità di individuare con estrema naturalezza dati biografici. Però è importante per il riconoscimento dell'uso di convezioni letterarie, il canzoniere di Properzio testimonia da un lato la presenza di modelli (la tendenza a costruire e a rispettare dei modelli letterari), dall'altra una prospettiva individualistica

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