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Ovidio: stile e opere

- Ovidio tratta una varietà di argomenti e rifarsi al mito è una componente essenziale. Ricerca uno stile elegante, equilibrato, la corrispondenza tra forma e contenuto è armonica. Supera la limitatezza del distico elegiaco e non scade mai nell’eccesso e nel manierismo. È attento a raggiungere l’equilibrio nella forma, nel contenuto, nell’interesse. La sua è una poesia antimimetica (mimesis): non vuole imitare la realtà, ma il mondo ideale diventa poesia. È anche una poesia antinaturalistica; infatti la natura non è il punto di partenza, ma di realizzazione della natura stessa.

- Una delle opere più importanti è rappresentata dalle Metamorfosi, una raccolta di 15 libri scritti in esametri. In quest’opera si avverte l’influenza di Pitagora per cui tutto muta e nulla muore; tale concetto viene adottato da Ovidio per un intento di natura logica, politica ed etica. L’intento celebrativo non è prevalente ma imminente, non scade nel virtuosismo e gli piace giocare con la materia.

- Un'opera erudita furono i Fasti, per scrivere i quali prende ispirazione da Callimaco; elegia eziologica: una materia arida ma riesce a trasformarla in poesia. Non si sa con certezza per quali motivi, Ovidio venne esiliato a Tomi, in Asia minore, e anche in quel periodo dedicò del tempo agli scritti dove prevarrà il rimpianto per la terra augustea e una tristezza sovrabbondante.

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