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Metamorfosi di Ovidio

Ovidio fonde e contamina più generi letterari ( trasgressione di generi) e lo fa per he muove da una profonda conoscenza letteraria. Lo sperimentalismo di Ovidio risponde allo sforzo di far continuare a vivere anche se in modi diversi forme letterarie che rischiavano di cadere nel manierismo. Le metamorfosi è un opera in 15 libri è un poema collettivo, ma anche un poema epico. L'impianto dell'opera è spiegato nei primi versi dove OVIDIO dichiara di cantare forme mutate in nuovi corpi (metamorfosi p) e di farlo in un perpetuum carme, cioè un poema continuo, partendo dalla prima origine del mondo. È un prima in esametri e l'ampia struttura e l'esametro lo avvicinano alla poesia epica. Si presenta come la summa enciclopedica della mitologia e nelle metamorfosi OVIDIO riversa tutta la sua cultura narrando una serie ininterrotta di metamorfosi: dal caos originario all'epoca di Augusto, si richiama a dei modelli greci (la teogonia è il modello strutturale, gli Aitia di callimaco che sono un modello di eleganza formale di poesia erudita ed eziologica, una serie di poemi di età ellenistico romana che riguardavano le metamorfosi in particolare i poemi di Licandro e di colofone e di partemio di Micea, che danno ad OVIDIO la materia mitologia, poi abbiamo spunti tratti da Omero, Apollonio Rodio è da Virgilio.

Le metamorfosi hanno un piano cronologico universale:
1. l'origine del cosmo, Ovidio narra un'epoca degli dei, che dura fino al diluvio universale a cui scampano Decucalione e Pirra.
2.Poi c'è l'età degli eroi che finisce con la guerra di Troia
3. Storia dell'uomo che va dal viaggio di Enea, alla fondazione di Roma fino all'esaltazione di Cesare e Augusto.
Ci sono 250 miti che si susseguono su questo filo debolmente cronologico, perché in realtà i diversi episodi dono accostati nei modi più vari, per analogie, per antitesi, per agganci dovuti a nomi propri o località geografiche. A volta il narratore lascia spazio ai suoi personaggi ai quali fa descrivere alcuni episdodi con la tecnica alessandrina dell'incastro. Diversamente dalle opere virgiliane i 15 libri della metamorfosi non sono una vera scansione perché il poema è un perpetuum Carmen. Ovidio si pone sulla scia della poetica ellenisti a e quindi la narrazione deve avere un carattere frammentario, cioè essere costituita da tante unità narrative autonome perché questo è in linea con la battaglia di Callimaco contro il poema lungo e continuato. Quando definisce il suo un poema continuo in realtà all'interno di questo poema continuo noi abbiamo episodi autonomi, quindi le metamorfosi sono una trasgressione di tutte le poetiche, sono un'opera assolutamente originale e questa opera va intesa come sequenza di immagini poetiche ininterrotte. Abbiamo un involucro esteriore del poema epico riempito con forme e contenuti innovati.
Ovidio scrive nel proemio "in nova fert animus mutatas dicere formas corpora: di ... Ah origine mundi Ad mea perpetuum deducite tempora carmen " "l'ispirazione (mi )porta a cantare le trasformazioni dei corpi in corpi diversi o dei... Accompagnate il mio poema nel suo svolgersi dall'origine del mondo al tempo in cui vivo.
OVIDIO raccoglie 250 storie di metamorfosi dalla tradizione dell'antologia greca e latina in un unico poema unitario ciascuna storie però può essere considerata un componimento a se, quindi un epilio (piccolo epos ed è il componimento epico della letteratura alessandrina).
Perpetuum carme corrisponde a διηνεκες αεισμα che compare nel prologo dei Telchini di Callimaco. Deducere compare anche nella sesta egloga di Virgilio per definire un ideale di stile raffinato. Le metamorfosi tentano di riunire episodi conclusi e rifiniti stilisticamente nella forma del poema ampio e continuo, siccome callimaco polemizza nei confronti del poema epico atradizionale ampio e unitario le metamorfosi sono un'opera sperimentale che si colloca dentro e fuori alla poetica di Callimaco, dentro perché di callimaco hanno il fatto di essere tanti epili associati e callimaco prediligeva gli epili, ma di callimaco hanno anche la struttura stilistica, ma sono una raccolta che vanno contro l'epos tradizionale. Dopo l'eneise di Virgilio per lasciare una traccia significativa all'interno del genere epico occorreva sperimentare qualcosa di nuovo e in questo senso Ovidio può essere interpretato alla luce di quello che dice Barchiesi cioè insiste sul fatto che nel suo laboratorio Ovidio ha trasgredito i generi: nelle metamorfosi e nei fasti OVIDIO presenta una summa enciclopedica della mitologia, vi riversa tutto quello che Sa e le metamorfosi alludono all'epica, all'elegia, alla poesia pastorale, al teatro, c'è l'eco di Omero, di Apollonio Rodio, di Virgilio. Dal punto di vista della struttura hanno un piano cronologico universale nel senso che dopo l'origine del cosmo Ovidio narra l'epoca degli dei che dura fino al diluvio in cui scamparono Decucalione e Pirra. Successivamente abbiamo l'epica degli eroi che termina con la guerra di Troia ( i precedenti laterali greci sono Esiodo per la fine del mondo e omero per la guerra di Troia). Inizia l'età degli eroi con Enea (materia ripresa da Virgilio) si attiva così alla fondazione della nazione romana e all'esaltazione di Cesare e di Augusto. Questo è il contenuto dei vari libri.
Vengono fusi diversi generi letterari: la trasgressione del poema epico non è interpretata come un capriccio fine a se stesso ma come uno sforzo per continuare a vivere anche se in modi diversi forme letterarie che rischiavano di cadere ormai in uno sterile manierismo. Ovvio in un certo senso segue la strada di Virgilio nel senso che usa l'esametro e compone 15 libri due elementi che sono sul solco dell'epos, ma ci sono delle novità: C'è il fatto che intorno al tema della metamorfosi convergono un'enorme quantità di storie, il tono da epico diventa narrativo e quindi la scrittura si apre agli excursus (έκφρασις callimaco e poetica alessandrina) cioè la tecnica della discrezione che è anche un modo per esibire la propria dottrina cioè la propria erudizione, per l'erudizione e per l'eleganza formale il modello di Ovidio è Callimaco e la poesia eziologica. Quindi il mio perde la sua valenza etico religiosa e subisce un processo di laicizzazione che lo porta ad essere materia per gli intenti artistici di un poeta che scrive per divertirsi, per piacere al pubblico. Il tono da epico diventa narrativo però il mito non è solo narrato, ma anche interpretato e in questo sta la modernità ideologica di Ovidio perché i miti non spiegano Le determinate componenti naturali ( esempio alloro) tentano un'interpretazione degli aspetti mutevoli umani e divini.
La filosofia che è sottesa a questa concezione è la filosofia pitagorica (p.381) . A Ovidio interessa la funzione narrativa.
I modelli greci sono da Omero a Callimaco ai poemi di età ellenista come Nicandro di colofone e partenio di nicea. Gli autori greci si fondono con il gusto per le antichità romane e il poema si apre con una struttura aperta che se le trasformazioni avvengono in base. A criteri ricorrenti, abbiamo trasformazioni che nascono dalle gelosie degli dei (prometeo), abbiamo trasformazioni che accomunano una stirpe (nel 3 libro la stirpe tebana), trasformazioni per vicinanza geografica abbiamo trasformazioni che riguardano il personaggio di un γένος abbiamo trasformazioni o per gusto del contrasto. La vera forza motrice è l'amore che è affrontato in tutti i suoi aspetti, dall'amore famigliare di file onde e bauci, l'amore casto, l'amore sensuale, l'amore che diventa insania.

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