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Le Odi appartengono alla produzione lirica oraziana. La poesia lirica era un tipo di poesia che veniva recitata con accompagnamento musicale, solitamente nei simposi.
Con le Odi Orazio si dedica ad una poetica molto più elevata, ispirandosi ai poeti lirici greci, in particolare a Saffo e Alceo, ma anche ad Anacreonte e Pindaro.

Le Odi sono costituite da due raccolte, la prima di tre libri, la seconda di uno. In quest’ultimo, il poeta manifesta il proprio orgoglio per la stesura delle proprie opere, affermando di avere edificato un monumento letterario più duraturo del bronzo.

Orazio adopera l’emulatio: le sue tematiche partono da spunti propri della lirica greca, attraverso citazioni, che servono da impulso per un’interpretazione e rielaborazione completamente originale, contrassegnata dal contesto romano.

I metri e gli stili utilizzati sono vari. Lo stile è essenziale e immediato, soprattutto nella formulazione di suggerimenti morali, distaccato nella trattazione di tematiche amorose ed elevato nelle odi civili.

Le tematiche delle Odi sono:
• Amore (tradimento della fides; giovinezza)
Carpe diem (no godimento fine a se stesso -> valorizzare l’importanza di ogni attimo, non pensare al futuro; precarietà dell’esistenza; non avere paura della morte)
• Tematiche civili e politiche (poeta vate; guerre civili; odi romane; celebra Ottaviano)
• Esaltazione della vita di campagna
Metriotes e autarkeia
• Preghiera (carmen saeculare; viene spesso invocata la divinità, non per motivi collettivi bensì in un’ottica privata)

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