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L'Ars Poetica


L'Ars Poetica di Orazio si rifà fortemente alla Poetica di Aristotele, di cui Orazio si vede come "continuatore" romano in questo ambito. L'Ars Poetica non può essere definita come un vero e proprio componimento in versi, quanto più che altro come una trattazione teorica in esametri ( è proprio questa l'originalità della scelta di Orazio ).
L'idea aristotelica maggiormente apprezzata da Orazio è quella dell'unitarietà di tempo, luogo e trama delle opere. E' possibile collegare ciò all'esigenza, sempre epicurea, di equilibrio e bilanciamento in tutte le cose, letteratura inclusa.

Per Orazio la poesia deve essere chiara, efficace dal punto di vista comunicativo, semplice e lineare, senza inutili giri di parole o ostentazioni di sapere. Orazio stesso afferma come sia opportuno che ad un argomento di contenuto elevato corrisponda uno stile e un linguaggio sublime e viceversa a un argomento "semplice" uno stile dimesso e umile. Un altro principio più volte ribadito nel corso della trattazione dell'Ars poetica è il rispetto della tradizione : per Orazio la più grande capacità dell'uomo di lettere è dire cose già dette con parole nuove, coniugando la creatività del poeta con l'arte letteraria vera e propria, che è possibile apprendere solo dopo un lungo percorso attraverso la lettura e la comprensione dei classici dell'antichità. Grande importanze riveste il concetto di mimesis, ovvero l'imitazione della realtà, la cui manifestazione migliore era sicuramente il teatro. Inoltre la poesia deve sì divertire intrattenere, ma senza mai mettere da parte il fine istruttivo.
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