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La rivoluzione sociale e politica portata da Augusto entrò spesso in contrasto con le tradizioni romane, ma Ottaviano fu sempre abile nel trovare un accordo tra le due parti.
Con Augusto ritornarono la antiche vesti romane, la toga per gli uomini e la stola per le donne. Divenuto pontifex maximus egli non sottovalutò il culto degli dei, inoltre costruì un santuario dedicato alla sua famiglia.
Con Augusto cambiò anche il calendario, a questo si aggiunsero alcune festività dette "augustee".
Ottaviano, in ambito militare, a differenza dei suoi predecessori, puntò ad avere un esercito di stato, di conseguenza diminuì il numero delle sue legioni ed introdusse l'arruolamento volontario.
Questo gli permise di ridurre notevolmente le sue spese. Inoltre egli diminuì il numero di senatori e arricchì la capitale dell'Impero.
Roma fu trasformata e nettamente migliorata in ambito urbanistico, soprattutto grazie al lavoro di Agrippa, uno dei più grandi collaboratori del "princeps". A Roma notevole prestigio acquistò l'area presso campo Marzio e con la capitale vennero migliorati anche alcuni centri italiani.

Augusto divise astutamente il suo territorio in province "imperiali", quelle conquistate da poco e governate direttamente da Ottaviano tramite funzionari di fiducia detti "legati" e le province "senatorie", quelle alleate da tempo con Roma e governate dal senato.
I tributi versati dalle province imperiali, di conseguenza, erano controllate direttamente dall'imperatore e prendevano il nome di "fiscus". I tributi delle province senatorie si chiamavano "aerarium" e costituivano la cassa dello stato.
L'intera economia fu risanata e fu risollevata in primo luogo l'agricoltura in centri fiorenti come quelli dell'Italia che era stata precedentemente danneggiata dalla guerra civile.

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