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Topografia ed urbanistica di Roma

I colli, un comodo fiume, il mare a distanza moderata, la posizione del Lazio, posto al centro del Mediterraneo, rappresentava il luogo ideale per la fondazione della città. La Roma Repubblicana e, in parte anche quella imperiale, ebbe una straordinaria irregolarità e un affollamento di edifici altissimi, spesso ammassati in uno spazio angusto. Questa struttura offrì varietà di aspetti e prospettive interessanti. Cicerone poteva dire della sua casa, che essa si trovava in conspectu totius urbis.
Le trasformazioni più vistose nell'urbanistica e nell'edilizia avvennero tra il VII e il VI secolo e furono determinate da diverse cause:
- la progressiva espansione della città fuori delle quattro regioni, la Suburana (Celio), l'Esquilina ( Oppio), la Collina (Viminale e Quirinale), la Palatina (Palatino), in cui era stata divisa da Servio Tullio;
- i contatti con altre civiltà;
- l'afflusso sempre più ingente di ricchezze dai territori conquistati. L'avvento della Repubblica dapprima frenò l'edilizia, in quanto Roma fu costretta ad affrontare difficili lotte con i suoi vicini. Una prima ripresa si ebbe intorno al 456 a.C. con la costruzione sull'Aventino del primo quartiere plebeo.
Questa Roma tuttavia fu completamente distrutta dai Galli di Brenno nel 390 a.C.
Per ricostruire Roma nel più breve tempo possibile, che Dionigi di Alicarnasso giudicò superiore anche a quella di Atene.
I primi tentativi si abbellimenti architettonici risalgono al IV secolo a.C.: la decorazione della tribuna del Comizio con i Rostri delle navi, le tabernae nel Foro provviste di balconi e ornate di scudi dorati. Il Foro da mercato divenne piazza pubblica. Furono erette le prime installazioni fisse (carceres) del Circo Massimo e fu costruito il primo acquedotto.L'area capitolina si arricchì delle statue di Ercole e Giove e, nel 296 a.C. fu fatto costruire il primo simulacro dalla lupa che allatta i gemelli, per consacrare le origini di Roma.
L'introduzione a Roma di culti appartenenti alle popolazioni vinte determinò la costruzione di nuovi templi.
La vera trasformazione di Roma avvenne, tuttavia, nel II e I secolo a.C., per influenza del mondo greco e greco-ellenistico. L'avvento al potere di una classe dirigente amante della cultura e dell'arte greca contribuì allo sviluppo: furono edificati templi e portici, piloni in muratura sul Tevere, archi trionfali e onorari, basiliche e decorazioni in marmo, si lastricarono le strade.
Cominciarono a comparire le prime nette distinzioni tra quartiere popolari e quartieri nobili. Sul Celio e sull'Aventino, quartieri popolari, furono costruite le prime insulae. La classe dirigente, invece, abitava sul Palatino. Vicus Tuscus e Subura erano quartieri commerciali.
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