Plauto

Fu l’iniziatore della commedia latina. Riguardo al suo nome ci sono delle vicende strane:
- Plautus: grandi orecchie o piedi piatti; sono i difetti del suo corpo -> ironia
- secondo documenti moderni il suo nome era Marcus (prenome) Accius (nome) Plautus (cognome): aveva un "trianomina", che apparteneva solo a chi aveva discendenza gentilizia, ma lui non l'aveva (qualcuno lo ha pensato come schiavo, che svolgeva funzioni ad un mulinello).
- Marcus: personaggio dell’atellana -> dimostra l’influenza dell’atellana su di lui.

Molti dicono che fu originario di Sarsina, un paesino che prima faceva parte dell’Umbria ed attualmente è della Romagna. L’anno di nascita è un po’ vago (dal 255 al 250 a.C.); si è arrivati a questa data grazie alla notizia che lo ha descritto in una commedia, Pseudolus, scritta a 60 anni e pubblicata nel 191. Morì nel 186.
Si pensa che abbia scritto 130 commedie, ma altri studiosi ne hanno ritenute autentiche 21 in seguito ad un accurato lavoro filologico condotto da Varrone.

Anphitruo è l’unica commedia di carattere mitologico, le altre sono ambientate in città di origine greca, anche in colonie. Il titolo deriva dal nome del protagonista che deve partire in guerra con il suo servo e Sosia e deve lasciare la moglie; essendo lei tanto bella, Giove se ne innamora e approfitta dell’assenza di Anfitrione con l’aiuto di Mercurio (che prende le sembianze di Sosia, mentre Giove del marito); ci sono quindi molti equivoci. Anfitrione quando torna capisce di esser stato tradito, ma perdona perché tutto ciò è stato organizzato da un Dio a cui non ci si può ribellare, quindi continua a vivere con la moglie da cui ha 2 gemelli.

I personaggi vengono identificati dal pubblico per il tipo e non per il nome.
I tipi sono: il servo astuto, il vecchio (egoista verso il giovane con cui è eternamente in conflitto), il giovane, il lenone (o il ruffiano), il parassita (che cerca di vivere a spese degli altri) ed il soldato fanfarone. Questi sono subito presentati nel prologo, elemento importante per Plauto per spiegare cosa accadrà nella commedia e per rassicurare lo spettatore.

L’intreccio è: lotta tra due antagonisti, giovane e vecchio con oggetto del desiderio conteso: una fanciulla o una somma di denaro; la lotta è basata su equivoci e la situazione assume anche aspetti drammatici.
A risolvere tutto è il servo astuto (alleato con il giovane) che pensa all’inganno e agisce secondo le esigenze del padrone e viene aiutato dalla fortuna.
Ciò è corretto anche per il giovane, poiché il vecchio potrebbe essere padre o nonno della fanciulla o comunque il giovane deve avere denaro per entrare nella società.

Lo schiavo apparteneva alla classe più bassa della società, ma era aiutato dalla fortuna, in greco "Tyche", e dalla casualità; non è lui il protagonista perché la storia deve andare a favore di colui che si deve qualificare nella società.

L’inganno del servo si basa su realtà preesistenti, indipendentemente dalla sua astuzia. Per esempio nella Cistellaria si dimostra che anche il caso sta a favore del giovane, poiché la fanciulla ha origini nobili e ciò non si sapeva.

La commedia di Plauto è caratteristica per l’agnizione, il riconoscimento legittimo di identità.
Plauto ha dei modelli: Menandro, Difilo e Demofilo.

Distinzione dai Greci: poiché ci sono anche versi cantati, non c’è linearità, ma vivacità verbale.
Le commedie sono molto ricche e hanno metriche molto varie.
Rispetto alla commedia greca questa non ha coerenza nella grammatica. I personaggi, anche nei momenti drammatici, ironizzano sulla situazione, sono assorbiti dalla fantasia, dalla vivacità del servo, che si rivolge al pubblico con ironia. Ciò è per voler dire che gli avvenimenti non coincidono con quelli della loro realtà, ma appartengono ad un’altra; come se volesse dire che non facendo parte della loro società non vuole nemmeno disturbare moralmente la sua.
Non riprende i nomi dei personaggi delle commedie da cui prende spunto, ma li cambia, lasciando comunque nomi di origine greca. La decisione di nomi e città non romani e latini è dovuta al fatto che non vuole creare un teatro moraleggiante, su cui far riflettere, non approfondisce dal punto di vista emotivo, psicologico; vuole solo divertire, quindi il suo teatro si rivolge a molteplici classi sociali.

Hai bisogno di aiuto in Arcaica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email