Video appunto: Minoranze linguistiche in Europa

Minoranze linguistiche



Per le lingue europee è necessario ricordare le lingue proprie delle minoranze linguistiche, ovvero di quei gruppi di popolazione che in molti Stati del continente parlano lingue diverse da quella utilizzata dalla maggioranza degli abitanti.
Lingue locali che appartengono alle lingue neolatine sono l’occitano della Francia meridionale e di alcune valli piemontesi e il ladino, che discende dal latino parlato dai militari romani posti a controllo dei valichi alpini e che oggi viene parlato nel Trentino Alto Adige e nel cantone svizzero dei Grigioni.


Lingue minoritarie molto importanti sono quelle che appartengono alle lingue germaniche, tra cui le lingue celtiche, che comprendono il gaelico, il gallese e il bretone. I Celti anticamente occupavano gran parte dell’Europa nordoccidentale; quelli stanziati nelle isole britanniche, unico luogo dove dopo la colonizzazione romana del I secolo a.C. la lingua celtica sopravvisse, utilizzavano il gaelico e il gallese. I Celti insediati in Bretagna, nel nord della Francia, parlavano invece il bretone, lingua che sopravvive ancora oggi; è parlata da circa 500 000 persone ed è insegnata a scuola insieme al francese.
Altri idiomi appartenenti alle lingue germaniche sono il frisone e l’yiddish: il primo è l’idioma locale tedesco più vicino all’inglese ed è tuttora parlato dagli abitanti delle Isole Frisone e di piccoli territori affacciati sul Mare del Nord; l’yiddish è parlato dalle comunità ebraiche stanziate nell’Europa centro-orientale.