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Le Origini della Letteratura Latina


I Romani devono la loro conoscenza Letteraria ai Greci.
Il Cittadino Romano doveva concentrarsi soprattutto sul tema della Guerra, per questo l'Epica era considerata il Genere Letterario più importante; altri Generi importanti furono la Commedia e la Tragedia, seguite dai Poemi Licenziosi e dai Testi Religiosi, chiamati Carmi.

Livio Andronico (III Secolo a.C.)


Livio Andronico (III Secolo a.C.) fu il primo Letterato Latino, è un autore di Epica (= narrazione di popoli ed eroi).
Nacque a Taranto e venne portato come prigioniero a Roma, dove diffuse la Cultura Greca ai Nobili Romani (o comunque alle classi alte).
È noto per aver scritto l'Odusia, che è la traduzione latina dell'Odissea di Omero, con qualche termine nuovo e qualche piccola modifica, per renderne più facile la comprensione.

Gneo Nevio (III Secolo a.C.)


Gneo Nevio, nato a Capua nel III secolo a.C., fu un soldato, ma anche un Letterato.
Scrive il "Bellum Poenicum" (= Guerra Punica).
Viene considerato un autore epico per il semplice fatto che affronta qualche tematica storica, aggiungendo temi fantastici (epici), come ad esempio all'interno del “Bellum Poenicum” (“Guerra Punica”), dove egli aggiunge fatti fantastici per esaltare la forza di Roma.
È noto che venne messo in carcere per diffamazione poiché si scontrò con Scipione l’Africano e la famiglia dei Metelli.

Ennio (III - II secolo a.C.)


Ennio è considerato il primo Storico della Letteratura Epica Latina; ci sono rimasti molti suoi testi scritti, a differenza di Livio Andronico e Nevio.
Sempre a differenza di Livio Andronico e Nevio è ricordato come un autore dal tipo di scrittura ampio, infatti la sua Epica non tratta solo di leggende, ma molto più di realtà; oltre a testi Epici, egli scrisse anche Commedie e Tragedie.

Di Ennio ricordiamo gli Annales, un testo storico in cui è spiegato cosa succede a Roma ogni anno. Era un Poema Epico suddiviso in 18 libri, del quale ci rimangono solo 600 versi.

Ennio è ritenuto il "Poeta Doctus", cioè un poeta che scrive con piena consapevolezza dei mezzi della Poesia (quindi che sa bene ciò che scrive, a differenza di Nevio, che compone testi senza piena conoscenza letteraria).

Ennio scrive col "Verso Greco", detto "Esametro", mentre gli altri Poeti scrivono solitamente usando quello "Saturnio".
Quindi è proprio per la completezza con cui scrive che Ennio viene considerato il "Padre" della Letteratura Romana.
Nei suoi testi Ennio diede grande importanza alla figura di Annibale e alla Famiglia degli Scipioni.

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