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Annales


Genere


La storiografia tragica ha nell’opera un ruolo primario e si rifà, anche per la riflessione pessimista che ne motiva lo stile tragico e la rappresentazione di personaggi animati da passioni ambigue, a Sallustio.

Contenuto


Tacito narra la storia del principato dalla morte di Augusto (evento con cui si era interrotta l’opera di Livio, suggerendo quindi che gli Annales potrebbero essere stati ideati come sua continuazione) fino a Nerone, ossia seguendo i regni di Tiberio, Germanico, Claudio e infine Nerone.
Narra così nei primi libri le vicende interne ed esterne di Roma ossia da una parte il progressivo manifestarsi del carattere sospettoso di Tiberio, l’aumento di accuse di lesa maestà e il degenerare del regime nella crudeltà e nella dissolutezza e dall’altra i successi di Germanico in Germania, i suoi contrasti con Pisone, la conquista del potere a seguito della morte di Tiberio e la morte in Oriente. Passa così alla narrazione dell’impero di Claudio e della sua inettitudine nei confronti dei liberti e delle mogli, in particolare nei confronti di Agrippina per far salire al trono il figlio Nerone; Tacito giunge così a narrare il quinquennio felice sotto la guida di Seneca e Burro e poi il suo progressivo cadere preda dei suoi istinti depravati che lo portano ad instaurare una monarchia ellenistica, ad eliminare i suoi oppositori, ad uccidere la madre e, con il ritirarsi a vita privata di Seneca e Burro, il definitivo abbandono agli eccessi fino alla congiura di Pisone.

Temi


I temi principali di quest’opera sono la necessità del principato, che Tacito ribadisce ma che risulta ora una prospettiva incupita dalla definitiva e completa perdita della libertas e dal processo di corruzione morale e decadenza in cui alla fine anche senato e filosofi sono rimasti coinvolti portandoli o ad un servile consenso o alla scelta dell’ostentazione del martirio, entrambi inutili allo stato; alla critica al senato e ai filosofi e al territorio umano desolato e senza speranza descritto da Tacito scampano solo isolati esempio di elitè sana, come ad esempio Germanico e Corbulone, che cercano ancora di dare il meglio nell’adempire all’incarico pubblico da loro rivestito. Un altro importante tema, sottolineato anche grazie alla tragicità della sua storiografia, sono le passioni ambigue che animano i personaggi e che Tacito intende portare alla luce. Tacito sonda così tutti i personaggi mostrando come nessuna classe e nessun individuo ne siano esenti anche se essi si manifestano massimamente e più ferocemente nel palazzo imperiale; Tacito presta inoltre attenzione a tutte le passioni che tendono la società e i suoi personaggi sia che esse siano di carattere erotico e sessuale (ad esempio la gelosia e la lussuria) sia che esse riguardino l'avidità di ricchezza anche se secondo lo storico latino queste passioni hanno solo un ruolo secondario in quanto egli ritiene che le passioni dominati siano quelle politiche ossia l'invidia, l'ipocrisia, la presunzione, la cupidigia, la bramosia di potere, la tensione alla scalata sociale, la vanità e l'ambizione.

Stile


Lo stile tacitiano improntato all’inconcinnitas risente negli Annales del pessimismo tacitiano doiventando più tormentato e frammentario e caricandosi così di ulteriori caratteri quali: uno stile più conciso e austero e eloquenti e scorrevoli, disarmonie verbali che riflettono le disarmonie degli eventi e le ambiguità dei personaggi, metafore violente, personificazioni forti e audaci, la coloritura poetica e un involuzione dello stile, che si riavvicina così allo stile classico probabilmente a causa della necessità di una maggiore solennità nel trattare un tempo più remoto rispetto a quelli precedentemente trattati. Inoltre in quest'opera egli perfeziona la tecnica del ritratto, prediligendone l'aspetto morale a quello fisico, sia indiretto sia paradossale. Nel ritratto indiretto non viene fornita una descrizione precisa e diretta ma essa viene delineata progressivamente tramite osservazioni, commenti e comportamenti e vede il suo culmine specialmente in quello di Tiberio; Nel ritratto paradossale invece egli mette in mostra le contraddizioni e vede il suo culmine specialmente in quello di Petronio.
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