Ominide 817 punti

Elegia


L’elegia è un genere letterario che appartiene già alla letteratura greca e poi passa alla letteratura latina.

Elegia greca


Per l’elegia greca ricordiamo:

- L’elegia dell’età arcaica, VII e VI secolo a.C., si caratterizza per il metro, il distico elegiaco, che è formato da un esametro e un pentametro, questo metro rimane costante anche nella elegia latina.
Le tipologie ricorrenti dell’elegia dell’età arcaica sono: l’elegia guerresca, politica, moraleggiante, erotica e spesso esortatoria, cioè esortava ad adottare determinati tipi di atteggiamenti.

- L’elegia dell’età ellenistica, IV e III secolo a.C., mantiene il metro distico elegiaco, però, diventa una narrazione delle passioni d’amore di personaggi del mito, quindi è un’elegia mitologico-narrativa, perché c’è un impianto narrativo e l’oggetto sono gli uomini del mito inseriti in una narrazione di tipo oggettivo. Su quest’elegia è stata fatta un’ipotesi, ovvero che in essa vi fosse un elemento autobiografico appena accennato/esplicitato, che poi è stato sviluppato nell’elegia latina, in quanto quest’ultima non è una narrazione oggettiva degli amori del mito, ma è una descrizione lirico-soggettiva della passione d’amore del poeta (lirico = poesia che esprime i sentimenti dell’io poetico).

Elegia latina


L’elegia latina si sviluppa a partire dall’età di Cesare a quella di Augusto. Nell’età di Cesare con un poeta, di nome Gallo, di cui non ci è rimasto quasi nulla e nell’età augustea con Tibullo, Properzio e Ovidio.

Caratteristiche dell’elegia latina:
• L’elegia è una poesia autobiografica, che racconta l’esperienza degli autori/poeti;
• L’elegia è una poesia d’amore, e quest’ultimo è l’”aristos bios”, ovvero l’amore è la scelta di vita migliore, in quanto dà alla vita un senso, anche se le donne amate fanno soffrire, perché i poeti amano donne che spesso sono capricciose, infedeli e procurano sofferenze. Si tratta spesso di amori irregolari, al di fuori del matrimonio e con donne libere, ad esempio le attrici, e i poeti si dichiarano al servizio di queste “dominae” (= signore) e si parla di “servitium amoris”, ovvero servizio d’amore.

Il poeta sceglie l’”otium” e rifiuta i “negotia” politico-militari, ovvero gli impegni che erano propri del “civis romanus”, ovvero del cittadino romano. Scelgono l’”otium”, nel quale è presente l’amore e la poesia, ed è un tipo di vita caratterizzato dalla “nequitia”, ovvero dall’indolenza, dall’essere buono a nulla. Questi poeti dell’età augustea ci ricordano la scelta fatta da Catullo, nell’età di Cesare, ovvero quella di scegliere l’”otium”.

Autori dell’elegia latina:

Cornelio Gallo


Nasce nel 69 a.C. e muore nel 26 a.C., vive e opera a cavallo fra l’età di Cesare e l’età di Augusto. Gallo apre l’elegia latina a Roma, ebbe dei riconoscimenti durante la sua vita, e fu nominato prefetto d’Egitto. Però a un certo punto egli cade in disgrazia, viene condannato all’esilio e si suicida. Virgilio, oltre a dedicare una Bucolica a Gallo, gli aveva dedicato delle Lodi, che poi toglie dopo la caduta in disgrazia dell’uomo. Le opere di Gallo si intitolano “Amores” e sono dedicate a Licoride, un’attrice di mimo di nome Volumnia e in arte Citeride. Di Gallo non ci è rimasto praticamente nulla.
Hai bisogno di aiuto in Arcaica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email