Il termine usuale per indicare gli attori era "histriones"; tra di essi si distinguevano gli attori di commedie e tragedie e gli attori del mimo, che venivano considerati inferiori.
La maggior parte degli attori era di sesso maschile e in molti sostengono che fossero schiavi (con molta probabilità lo erano gli attori del mimo). Tuttavia non bisogna generalizzare, per esempio infatti Roscio fu elevato da Silla alla classe equestre. Alcuni attori facevano parte del "collegium poetorum", che dava onorificenze che potevano essere offerte soltanto a uomini liberi.
Livio Andronico recitava personalmente nei suoi drammi, ma si tratta di un caso isolato; infatti i più affidavano la messa in scena a dei professionisti, per cui la relazione tra la stesura delle opere e la loro messa in scena era simile a quella che c'era in Grecia. Ogni opera richiedeva al massimo cinque o sei attori e con l'espansione della tragedia e della commedia nasce la figura dell'attore protagonista. Costui veniva esaltato nelle opere in cui recitava e man mano diventava un vero e proprio divo, molto ricco e adulato dai "fans", proprio come accade oggi. Molti ruoli richiedevano abilità anche nel canto e nella danza, ed una gestualità importante; in ogni caso gli attori ricevevano una preparazione tecnica.

Ovviamente vi erano differenze nella recitazione a seconda di che si trattasse di una commedia o di una tragedia. La prima richiedeva infatti un recitazione rapide e colloquiale; il movimento che assumeva l'attore era vivace e disordinato. La seconds richiedeva invece una recitazione lenta e declamata; il movimento era lento ed austero.

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