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vita ed opere di Charles Dickens

Charles Dickens


Charles Dickens nacque nel 1812 a Portsmouth, nel sud dell’Inghilterra. Quando era ancora un bambino, suo padre, così come tutta la sua famiglia, fu arrestato per debiti, e Charles fu costretto a iniziare a lavorare in una fabbrica per pagare la loro uscita di prigione. Le finanze della famiglia migliorarono quando Charles aveva dodici anni, così il padre fu rilasciato, ma la madre, sorprendentemente, insisté affinché Charles continuasse, dopotutto, a lavorare in fabbrica. Charles riuscì a lasciare la fabbrica a quindici anni trovando un impiego come tuttofare presso un avvocato; iniziò anche a studiare di notte. Grazie ai suoi studi, nel 1932 divenne un reporter di successo per la Camera dei Comuni, e fu assunto da un giornale vero e proprio. La sua prima storia risale al 1833, mentre la sua prima pubblicazione è datata 1936, Sketches by Boz, scritta mentre era ancora un reporter con lo pseudonimo di Boz: si tratta di un insieme di articoli che parlano di Londra e della popolazione. Poco dopo pubblicò The posthumous Papers of the Pickwick Club (noti in breve come The Pickwick papers), che apparve a episodi ed ebbe molto successo grazie al suo umorismo e alla sua vena satirica. Grazie a questo successo, Charles poté cominciare a lavorare come romanziere a tempo pieno, anche se continuò, parallelamente, a occuparsi di giornalismo. Pubblicò Oliver Twist, sempre a puntate, nel 1839, seguito da Nicholas Nickleby. Nel 1842 si recò in Canada e negli Stati Uniti per una visita e fu un acceso sostenitore dell’abolizione della schiavitù e del copyright internazionale (il concetto di copyright mancava ancora di tutela legale all’epoca). Dalla sua visita in America nacquero le American Notes. Nel dicembre del 1843 pubblicò A Christmas Carol, uno dei libri sul Natale più famosi. Di seguito apparvero anche i suoi più grandi romanzi, tutti con sfumature autobiografiche, quali David Copperfield, Great Expectations, Hard Times: essi affrontano grandi tematiche sociali dell’epoca vittoriana, quali le condizioni dei poveri e della classe lavoratrice, lo sfruttamento dei minori nelle fabbriche, l’ipocrisia della borghesia. Dickens morì poi a Londra nel 1870 ed è attualmente sepolto nella Westminster Abbey.

Opere importanti


Dal punto di vista narrativo, Dickens fu uno dei più grandi scrittori rappresentati del romanzo vittoriano, caratterizzato da un ordine cronologico lineare che di solito parte dall’infanzia del protagonista e lo segue fino alla sua maturità: non a caso, spesso i suoi romanzi vengono definiti “romanzi di formazione”. La maturità del protagonista di Dickens di solito coincide con il raggiungimento di un più alto status sociale o dell’indipendenza economica, più raramente con il matrimonio (come avviene invece nei romanzi vittoriani con protagoniste femminili). Dal punto di vista tematico, però, Dickens attacca palesemente i mali sociali della propria epoca, in particolare il dilagare della povertà e della criminalità tra gli strati più bassi della popolazione, la giustizia ingiusta, la piaga delle workhouses. Le workhouses furono istituite dalla regina Vittoria con l’intento di donare rifugio ai poveri e ai senza lavoro, ma le condizioni di quelle istituzioni erano spesso inumane e i loro abitanti venivano sfruttati senza alcuna protezione. L’idea su cui si fondavano le workhouses era che chiunque potesse migliorare la propria condizione, a patto di lavorare duramente; chi era povero, quindi, lo era solo per la propria pigrizia e inettitudine, e le dure condizioni delle workhouses avrebbero dovuto spronare a migliorare le proprie capacità. Ma, come emerge dai romanzi di Dickens, ciò era impossibile a causa della mancanza di mezzi, della miseria dilagante e degli abusi perpetrati dai direttori delle workhouses e delle fabbriche.

A cura di Suzy90

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