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Sonetto XXI Shakespeare

O is it not with me as with that Muse
stirr'd by a painted beauty to his verse,
who heaven itself for ornament doth use
and every fair with his fair doth rehearse
making a couplement of proud compare, [5]
with sun and moon, with earth and sea's rich gems,
with April's first-born flowers, and all things rare
that heaven's air in this huge rondure hems.
o' let me, true in love, but truly write,
and then believe me, my love is as fair [10]
as any mother's child, though not so bright
as those gold candles fix'd in heaven's air:
let them say more than like of hearsay well;
I will not praise that purpose not to sell.


Non sono come di quella musa,
da una bellezza variopinta ispirata a creare poesie,

che il medesimo cielo sfrutta come decorazione
e ogni cosa bella ripete della sua bella,
Accostandola in superbi paragoni [5]
con sole, luna, ricche gemme marine e terrene,
con i primi fiori d’aprile ed ogni tesoro
racchiude la volta celeste in questo cerchio
Oh, e io, onesto in amore, limpidamente scriva,
dunque, credimi, il mio amore è più bello [10]
di qualsiasi figlio di donna, pur non essendo così brillante
come quelle candele dorate fisse nella volta celeste.
Facciano di più coloro a cui piace il sentito dire;
io non vanterò quello che non intendo cedere.

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