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Sonetto n° II Shakespeare

When forty winters shall besiege thy brow,
And dig deep trenches in thy beauty's field,
Thy youth's proud livery, so gaz'd on now,
Will be a tatter'd weed, of small worth held;
Then being ask'd where all thy beauty lies,[5]
Where all the treasure of thy lusty days,
To say, within thine own deep-sunken eyes,
Were an all-eating shame and thriftless praise.
How much more praise deserv'd thy beauty's use,
If thou couldst answer 'This fair child of mine [10]
Shall sum my count, and make my old excuse,'
Proving his beauty by succession thin
This were to be new made when thou art old,
And see thy blood warm when thou feel'st it cold

Quando il tuo volto sarà attorniato da quaranta inverni
e nel profondo della tua bellezza scaveranno abissali trincee,

la fiera livrea della tua gioventù, così ammirata ora,
sarà un cienco privo di alcun valore,
Perciò, se ti domandassero dove posa la tua bellezza,
e dove è finito l'amore dei tuoi ardenti giorni,
dire nei tuoi stessi occhi infossati
sarebbe un imbarazzo che dilania ed un inutile encomio.
Quanto maggior lode meriterebbe l'uso della tua bellezza,
se tu potessi rispondere 'Questo mio splendido bambino
colmerà il mio debito e scuserà la mia vecchiaia ,
esprimendo la sua amenità, succedutasi alla tua!
Questo implica il rinnovamento quando diventerai vecchio
e sentir il tuo sangue ardente quando sarà gelido.

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