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Vangeli

La parola Vangelo deriva dalla parola greca euaggelion, buona novella, e indicò fin da principio l'annuncio della redenzione recato da Cristo secondo la religione cristiana. Successivamente questa parola fu applicata alla predicazione apostolica in generale e più precisamente agli scritti nei quali "la buona novella" era tramandata. Già nel corso del I secolo, due apostoli, Matteo e Giovanni, insieme a due seguaci, Marco e Luca, scrissero le memorie della vita di Cristo ed il suo insegnamento. Si hanno così quattro Vangeli riconosciuti dalla Chiesa cattolica a cui si affiancarono altri, non riconosciuti autentici e chiamati "apocrifi".
Il Vangelo di Matteo fu scritto originariamente in aramaico, la lingua parlata dal popolo ebraico. Verso la metà del I secolo fu tradotto in lingua greca, mentre gli altri Vangeli furono scritti direttamente il lingua greca.
Il greco dei Vangeli è è la koinè, cioè la lingua in uso in oriente dopo la conquista di Alessandro. Inoltre risente della parlata del popolo e dei costrutti e vocaboli semiti.
I Vangeli di Matteo, Marco e Luca sono detti sinottici, perchè attraverso la loro lettura è possibile abbracciare in un unico quadro d'insieme l'intera narrazione. Il Vangelo di Giovanni, invece, riflette il mondo culturale e filosofico ellenistico.
La traduzione latina dei Vangeli e del resto della Bibbia, accettata come testo ufficiale della Chiesa cattolica, è nota con il nome di Vulgata. Si deve a S.Girolamo (347-420) che rivide la traduzione esistente del Nuovo Testamento e fece ex novo quella del Vecchio Testamento.
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