EURIPIDE
Euripide è l’ultimo dei tragici e può essere considerato il più moderno.
Il discorso della sua tragedia, infatti, è basato sul conflitto UOMO-UOMO: Euripide entra nel merito delle relazioni individuali, cogliendo gli aspetti caratteriali, psicologici, comportamentali di uomini diversi. Quel che è interessante, è che Euripide rappresenta uomini dotati di limiti, difetti, virtù: sono uomini comuni, non hanno più nulla di eroico.

VITA ed OPERE
Euripide nasce ad Atene nel 485 a.C. e morirà tra il 407 e il 406 presso il re Archelao in Macedonia, dove si era rifugiato in quanto le sue tragedie non erano molto amate dai concittadini.
Nel 455 ottiene il primo coro e la sua attività durerà cinquant’anni.
È autore di 22 o 23 tetralogie (un’ultima tetralogia è giunta con il suo nome, ma dovrebbe appartenere al suo figlio omonimo).
Nonostante dia vita a ben 92 drammi (se si considerano anche i drammi satireschi), Euripide ottiene solamente 5 vittorie, compresa quella ottenuta dal figlio. Egli è troppo avanti per i propri tempo, i cittadini non comprendono a fondo le sue tematiche – come accade invece con Sofocle, che solitamente è il vincitore.

Possediamo solo 18 tragedie per intero, che possono essere suddivise in base ai temi:
1. Dibattito sui sentimenti: Alcesti
2. Donna offesa e delusa: Medea, Ippolito, Andromaca
3. Guerra: Eraclidi, Ecuba, Supplici, Troiane
4. Critica al mito: Eracle, Elettra
5. Drammi ad intreccio: Elena, Ifigenia in Tauride, Ione, Fenicie/Oreste
6. Drammi del periodo macedone: Ifigenia in Aulide, Baccanti
(ovviamente metterò solo le trame delle più importanti, perché tanto le altre le copierei dal libro, quindi tantovale che ve le vedete direttamente lì.. vi indico le pagine)
1. Il dibattito sui sentimenti
L’ Alcesti (438 a.C.) è il più antico dramma euripideo pervenuto. Fa parte di una tetralogia comprendente Cretesi, Alcmeone a Psofide,e Telefo. Alcesti occupa la quarta posizione, ovvero quella normalmente occupata dal dramma satiresco: infatti, l’Alcesti può essere considerato un dramma a lieto fine.
Ambientazione Tessaglia, città di Fere
Personaggi Admeto, Alcesti, Ferete, Thanatos (personificazione della morte), Eracle
Secondo Lesky, Alcesti rientra nell’ambito delle fiabe popolari, dove si riscontrano due elementi:
a. la vicenda della moglie innamorata che si sacrifica per il marito;
b. la lotta vittoriosa dell’uomo di fronte al demone della morte.
Trama Alcesti, giovane donna, offre la sua vita per salvare suo marito Admeto. Quest’ultimo ha ospitato Apollo quando era stato allontanato dall’Olimpo, il quale, per ringraziarlo, gli permette di evitare la morte qualora qualcuno muoia al suo posto. Quando giunge Thanatos, né il padre, né la madre di Admeto vogliono prendere il posto del figlio, mentre Alcesti propone se stessa. Durante la celebrazione dei riti funebri di Alcesti, giunge Eracle, a cui Euripide non dice nulla per non guastare il soggiorno di ospite. Quando Eracle viene a sapere la verità, ringrazia l’amico dell’affetto e lo ripaga sconfiggendo Thanatos. Eracle riconduce Alcesti velata presso Admeto, il quale dichiara che non desidera risposarsi né avere altri figli. Infine, Admeto e Alcesti si riconoscono: è questo il lieto fine del dramma.

Tema amore – morte l’amore che può portare alla morte per mantenere in vita l’uomo amato.
Novità il mito è già stato trattato in Frinico, tuttavia c’è una differenza:
a. in Frinico, la scelta di Alcesti e l’arrivo della morte avvengono quasi simultaneamente;
b. in Euripide, dal momento in cui Alcesti sceglie di sacrificarsi e quello in cui giunge Thanatos, trascorre un lasso di tempo, durante il quale è diventata madre*. Tra la scelta e il sacrificio passano molti anni che danno ad Alcesti la maturità di comprendere cosa perderà. L’Alcesti di Euripide non è giovane, infiammata di passione, ma è adulta e ha perduto molte illusioni.
Modernità molte donne continuano a morire per i propri uomini, ovvero annullano le proprie personalità, fanno alcune scelte di vita per sostenere l’uomo, etc.
Sembra una tragedia d’amore ma non c’è una sola parola d’amore: unica preoccupazione di Alcesti sono i figli*.

Tema del dolore non c’è più il confitto UOMO-DIO, tutto è giocato sul sentimento di dolore di Alcesti che sta per abbandonare il marito e i figli.
Teatro come dibattito l’obiettivo di Euripide è quello di rendere il teatro un luogo di dibattito, provocando interrogativi in chi osserva lo spettacolo (è giusto che Admeto abbia permesso il sacrificio della moglie? È giusto che i genitori non siano voluti morire per il figlio?)
Per fare ciò, Euripide si serve dei discorsi doppi (dissoi logoi), attraverso i quali presenta i punti di vista di due personaggi distinti che dibattono. (vedi contrasto Admeto – Ferete, pag.222)
Eracle Eracle è un personaggio comico, allegro, quasi buffo, scioglie la tensione drammatica (diversamente da come veniva rappresentato di solito: eroe forte, etc)

2. La donna offesa e delusa
a.Medea
Una delle tragedie più conosciute, più bella dal punto di vista dell’azione. Inoltre, completa la visione della donna vista già ne L’apologia per l’uccisione di Eratostene di Lisia.
Rappresentazione durante le Grandi Dionisie, sotto l’arcontato di Pitodoro, nel 431 a.C. (poche settimane prima della guerra del Peloponneso). Ottiene il terzo premio.
Medea < μήδομαι, immaginare, escogitare = “colei che sa prendere partito per sé e per gli altri” (è una maga)
Trama libro pag. 189 (ce l’ho troppo incasinata, a pezzi)
Struttura della tragedia
• Parodo: entrata di donne corinzie a favore di Medea. Siamo davanti al palazzo di ques’ultima.
È divisa in due parti:
 Nutrice: spiega l’antefatto (siamo a Corinto)
 Pedagogo: è lo schiavo che accudisce i figli di Medea, personaggi muti, se si eccettua l’urlo finale, al momento della loro uccisione. Il pedagogo porta una notizia terribile: temendo per il futuro della figlia Glauce (per la quale Giasone aveva abbandonato Medea), Creonte ordina a Medea di lasciare la città assieme ai figli

(da finire)


b.Ippolito
Duplice composizione:
• Ippolito velato: Fedra rivela direttamente ad Ippolito il suo amore ed egli si vela il capo per la vergogna. Era troppo scandaloso che la donna rivelasse il suo amore in maniera così diretta, quindi Euripide da’ vita ad una seconda versione in cui elimina quanto c’è di sconveniente
• Ippolito incoronato:
Trama la vecchia nutrice di Fedra vede quest’ultima in preda al delirio e alla malattia, a causa della sua struggente passione per il figliastro, Ippolito. La nutrice, per allievare il dolore di Fedra, rivela tutto ad Ippolito, che ha una reazione terribile e rifiuta la matrigna. Fedra, per salvare la sua fama, dice al marito Teseo che Ippolito ha tentato di sedurla. Teseo manda in esilio Ippolito, che poi sarà graziato da Poseidone. Tuttavia, il giovane viene travolto dall’acqua del mare e la tragedia si conclude con l’arrivo di Artemide, che rivela l’accaduto a Teseo.
Contenuto la violenta passione di Fedra, la matrigna, per Ippolito
Fedra, la protagonista, è divisa tra la passione e la ragione. Alla fine, a prevalere è l’obbedienza alle convenzioni sociali, poiché accusa Ippolito per salvare la sua 
Fedra ed Ippolito adombrano due opposte concezioni della vita:
• Fedra simboleggia la soggezione totale alla naturalità dell’esistenza, che finisce per sopprimere la sua dimensione spirituale;
• Ippolito allegorizza l’esaltato rifiuto della corporeità, quindi la sceltà della dimensione esclusivamente spirituale.

Entrambe le scelte di vita portano all’eccesso, sono contrarie alla natura umana. Il dramma afferma la necessità di un equilibrio davanti a questi opposti, destinati, se soli, a soccombere.
Artemide e Afrodite queste due divinità simboleggiano i sentimenti e le idee degli uomini (rispettivamente per Ippolito e per Fedra), non hanno il ruolo che potevano avere, ad esempio, in Eschilo
(Artemide è relegata al ruolo di deux ex machina, e ha l’unica funzione di sciogliere l’intreccio).
NB questo concetto era comprensibile dalla società di allora, che da’ la vittoria all’Ippolito.
Confutazione della dottrina socratica sulla virtù (per Socrate, l’uomo possiede la verità dentro di sé e deve solo partorirla = arte della maieutica)
Ai vv. 377-383, Fedra fa tre affermazioni:
• la colpa non deriva da una mancata conoscenza del bene;
• i più conoscono ciò che è giusto;
• gli allettamenti ed i cattivi pensieri sono più forti delle virtù.
c. Andromaca
Questo dramma conclude il ciclo dedicato all’analisi dei sentimenti e apre il tema della guerra.
Trama vedi libro (pag. 197)
Mentre nella Medea si assiste al contrasto UOMO-DONNA, nell’Andromaca si riscontra un contrasto DONNA-DONNA, precisamente tra:
• Ermione, giovane superba del suo rango, sterile;
• Andromaca, barbara adulta, schiava, ha generato un figlio a Pirro Neottolemo
Andromaca ha cercato di adattarsi alla necessità della situazione generando un figlio a Pirro Neottolemo, e il suo obiettivo è adesso quello di difendere la vita del nuovo figlio.
Tragico difficoltà dei rapporti interpersonali (ancora il conflitto UOMO-UOMO)
Divinità (Teti) deus ex machin
Agganci con l’attualità
• Polemica antispartana
• Capacità dialettica, sottigliezza argomentativa di Andromaca (riflette l’ambiente culturale e scientifico contemporaneo)


3. I drammi della guerra
a. Eraclidi è la tragedia più breve (1055 vv.)
Narra le vicende dei figli di Eracle, che si recano ad Atene per ottenere protezione (trama pag. 192)
Contenuti
• Atene: protezione dei deboli (fine propagandistico)
• Solidarietà tra i cittadini e il re (Demofonte)
• Garanzie da parte della città del rispetto della legge dell’ospitalità
Atene è prospettata come asilo per i più deboli. Demofonte sa che accogliendo i figli di Eracle dovrà combattere contro il loro persecutore, Euristeo, e chiede l’opinione dei cittadini. Demofonte, alla fine, li accoglie, per il dovere sacro dell’ospitalità.
b. Ecuba è il primo dei drammi della saga troiana in Euripide.
Temi
• Guerra
• Schiavitù
• Furore di vendetta
Tragico il tragico è costituito dalla crudeltà degli uomini, che durante le guerre fanno strage di innocenti (vittime preferite)
Ha una struttura ha dittico, ovvero è divisa in due parti.
• Fierezza di Polissena (innocente) davanti alla morte e rassegnazione di Ecuba Ecuba assiste alla morte della figlia Polissena, che perde la vita per riappropiarsi di una parte del bottino portato via da Achille. Tuttavia Ecuba possiede ancora una speranza di salvezza per gli altri figli
• Morte di Polidoro e furia di vendetta di Ecuba Polidoro viene mandato dal padre dal re Polimestore per metterlo in salvo di fronte ad una probabile sconfitta di Troia. Quando Troia viene sconfitta, Polidoro viene ucciso. Questo provoca la furia di Ecuba, che acceca Polimestore e uccide i suoi piccoli figli.
Agamennone Ecuba ha bisogno di un alleato per compiere la sua vendetta. Si rivolge ad Agamennone, che ha avuto in bottino la figlia di Ecuba, Cassandra. Lo persuade promettendo di convincere Cassandra ad abbandonarsi all’amore per lui.
A questo punto, Agamennone è diviso tra
• Accettazione della proposta di Ecuba
• Timore della disapprovazione dei cittadini in quanto andrebbe contro Polimestore, un alleato, per agire a vantaggio di un nemico, Polidoro
Quest’ultimo aspetto configura Agamennone come un eroe borghese, non è un eroe forte. Siamo in presenza della versione attualizzata dei valori dell’antica civiltà della vergogna.

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