Teatro in Grecia


In Atene il teatro era all'aperto, formato da uno spazio semicircolare, che era l'orchestra, e un semicerchio di gradinate, per gli spettatori. Presente un altare in onore di Dioniso, un posto in prima fila riservato al suo sacerdote, e delle macchine per innalzare gli attori o far calare un dio sulla scena (deus ex machina). Gli spettacoli, tragedie, commedie e drammi satireschi, venivano rappresentati durante le feste in onore di Dioniso sotto forma di gara, chiamata agone, dove gareggiavano cinque comici, ed esibivano una tragedia ciascuno, e 3 tragici, che esibivano 3 tragedie e 1 dramma ciascuno, tutti accompagnati dal suono della lira o dell'aulos. Importante anche la presenza del coro, i cui membri, i coreuti, erano capeggiati da un corifeo che poteva, oltre che cantare, anche danzare e dialogare con il pubblico. Tutti coloro che prendevano parte allo spettacolo, fatta eccezione per il musicista, dovevano, inoltre, indossare delle maschere, diverse a seconda del tipo di rappresentazione.

La tragedia

Tragedia => “Tragodos”: (rappresenta un membro di un coro tragico) capro e canto.
Si hanno dei dubbi su quale sia l'origine della tragedia, ma si hanno anche due ipotesi:
-1^ ipotesi: culto di Dioniso (fedeli mascherati da capri),
-2^ ipotesi: culti eroici (evocazione e canto delle pathea).
Gli spettacoli hanno carattere pedagogico: il pubblico veniva particolarmente coinvolto e vivevano il dramma, e con questa profonda partecipazione gli spettatori si purificavano (katharsis). I temi principali che la tragedia trattava erano la giustizia, i rapporti uomo-donna, umano-divino, giovane-anziano, singolo-collettività. Essa era composta da cinque parti: il prologo, nel quale i personaggi entravano in scena insieme al coro e informavano il pubblico riguardo gli antefatti alla vicenda; il primo canto; il primo episodio; un secondo canto; l'esodo, il canto che concludeva lo spettacolo. Particolare importanza rivestiva l'abbigliamento, poiché i costumi erano elementi di riconoscimento degli attori, che dovevano inoltre indossare i coturni e la maschera. Un canone da rispettare era la relazione, formulata da Aristotele, luogo-tempo-azione. Il primo poeta tragico rappresentativo è Eschilo, il quale considera particolarmente la presenza della religione nelle sue opere; le sue tragedie pervenuteci sono: Persiani, Sette a Tebe, Prometeo incatenato e la trilogia Orestea. Il secondo poeta è Sofocle, il quale apportò alcune modifiche: portò il numero massimo di attori che potevano recitare in una stessa scena da due a tre, attribuì al coro la funzione di espressione del poeta e fece dei ogni opera che formava una trilogia un componimento a sé stante. L'ultimo poeta è Euripide, il quale trattò argomenti attuali come guerre e schiavitù e sentimenti opposti come l'amore e la gelosia. La sua opera più importante è un dramma satiresco, il Ciclope. Il dramma satiresco è una rappresentazione molto simile alla tragedia, l'unica differenza risiede nel coro: i coreuti, devono infatti essere dei sileni, figure mitologiche, nudi e calvi e indossare orecchie e coda di cavallo, pelle di capro e maschera barbuta.

La commedia

Commedia => “Komodia”: canto del villaggio(ambiente di nascita), canto del corteo(falloforie).
La commedia non metteva in scena episodi del mito, bensì episodi collegati con l'attualità, tendenzialmente ingigantendo le vicende a fini comici. Caratteri propri della commedia erano la libertà di parola e l'abbandono della religione, della politica e della riflessione filosofica. Essa assunse tre tipologie:
-la commedia antica (archàia): tema: attualità, stretto legame con la pòlis e con il reale; Esponente: Aristofane; Opere: Gli Arcanesi, Le nuvole, I calabroni (satira politica), Gli uccelli, Le rane.
-la commedia di mezzo (mése): Tema: mito; Innovazioni: scomparsa della parabasi e riduzione del coro.
-la commedia nuova (néa): tema: intreccio; Innovazioni: lo scopo non è più la risata; Esponente: Meandro; Opere: Dyskolos, Epitrépontes, Tosata, Samìa, L'Adulatore, La Donna di Perinto, L'Andria, I Fratelli, Il Punitore i se stesso.
Esse venivano rappresentate durante le feste in onore di Dioniso e, strutturalmente, erano composte dal prologo, dal canto d'ingresso (pàrodos) e dall'agone o contrasto, una lotta tra il protagonista e l'antagonista, la parabasi e una serie di scene staccate che mettono in luce le conseguenze della precedente vittoria
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