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Stesicoro, La Palinodia (Fr.11)

Fortemente legato alla tradizione epica, Stesicoro non mancò di apportare significative varianti ai suoi illustri modelli. La testimonianza più nota di questa sua tendenza a staccarsi dalla tradizione è la Palinodia, termine che significa “nuovo canto” o “ritrattazione”. Nel narrare la vicenda troiana, il poeta aveva descritto il personaggio di Elena seguendo gli schemi più noti e a lei sfavorevoli, dipingendola come una donna sensuale, ambiziosa e infedele. Ma la Tindaride, che dopo la morte era stata divinizzata ed era divenuta oggetto di culto a Sparta, si vendicò di lui, rendendolo cieco. Per questo, il poeta si affrettò a scrivere una palinodia di quando aveva narrato precedentemente, affermando che Elena non aveva mai abbandonato la reggia di Sparta e non aveva mai seguito Paride a Troia; il figlio di Priamo aveva portato con sé solo un fantasma della bellissima donna, creato da Hera, che, desiderosa di scatenare la guerra fra Achei e Troiani, voleva anche vendicarsi di Paride, impedendogli di avere il premio promesso da Afrodite. Dopo questa radicale modifica della più nota tradizione del mito, Stesicoro riacquistò la vista.

No,non è affatto vero questo racconto;
non salisti sulle navi dai bei banchi,
né raggiungesti la rocca di Troia.

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