blakman di blakman
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Il tema del ricordo

Tu giacerai morta, né mai memoria di te
ci sarà, nel futuro; a te non toccò parte delle rose
della Pieria, ma oscura anche in casa di Ade
vagherai fra i ciechi spettri, volata lontano da qui.

Non è lecito che in casa delle sacerdotesse delle Muse
si levi il pianto funebre; non si addice a noi.


Nel primo frammento, rivolgendosi ad una donna, forse una rivale, o, come afferma Plutarco, una donna ricca, ma non raffinata né colta, Saffo si espresse con inconsueta durezza e con parole che possono apparire spietate sulle labbra di una donna che altrove asserisce di non conoscere il rancore e di avere animo mite. Tuttavia, esse sono capaci di dare risalto a quella certezza di eternità che Saffo riconobbe nell'assoluta bellezza della sua esperienza poetica e che, prima di lei, altri avevano ricercato nelle gesta eroiche (Omero), nella dignità del lavoro (Esiodo), nel rispetto della giustizia (Solone), nell'aristocratico ideale di vita e di costumi (Teognide).

Nel secondo frammento, Saffo esortava la figlia a non piangere, in futuro, la sua morte, perché ciò non sarebbe stato conveniente, nella casa di chi onorava le Muse. Alcuni hanno sostenuto che, in questi versi, Saffo intendesse semplicemente ribadire la sua appartenenza ad un'associazione che si dedicava anche al culto delle Muse; altri, invece, suppongono che volesse comunicare alla figlia la sua stessa certezza, che non si dovessero piangere coloro ai quali la poesia garantiva l'eternità della memoria.

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