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Saffo


Una poetessa greca considerata da molti la più grande dei lirici monodici. Il lessico bizantino Suda informa che era di Ereso, un piccolo centro nella parte occidentale di Lesbo. Visse però a mitilene, la città più importante dell’isola. Apparteneva una famiglia di condizione elevata ed ebbe tra fratelli. A differenza del contemporaneo Alceo che prese parte attiva alle violente lotte politiche scatenatesi a Lesbo tra i sec. VII e VI a. C., Saffo non accenna mai a esse nelle sue lodi.
Sappiamo che lei creò il tiaso, un luogo in cui si riunivano parecchie fanciulle che venivano anche da paesi lontani. Lo scopo di questo luogo era l’educazione e l’inserimento delle fanciulle nella società delle donne sposate. Tra Saffo e alcune delle fanciulle esisteva un legame omoerotico di cui restano tracce evidenti nei suoi versi. L’omoerotismo non era però una devianza, ma un elemento rituale dei gruppi giovanili sia maschili sia femminili. Poiché il loro fine era soprattutto pedagogico si può inquadrare la motivazione profondamente religiosa dell’esperienza di Saffo e della vita del gruppo: ogni attività era svolta nel nome di Afrodite della della stessa a cui lei si rivolge con referente fiducia.

Elemento distintivo con la sua poesia quasi tutto autobiografica in cui è la cantava l’amore per l’uno per l’altra delle compagne e il ricordo nostalgico delle amiche lontane. I grammatici alessandrini ordinarono in nove libri, secondo il metro le odi di saffo.

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