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Analisi dello spazio e del tempo delle Argonautiche di Apollonio Rodio

Spazio


Lo spazio dell'opera è chiuso e circolare: il punto di partenza e la meta finale del viaggio coincidono. Da qui il senso di amecania, di incertezza e impotenza, che pervade l'intera opera. Nessuno vuole davvero il vello, né Pelia che manda il nipote a recuperarlo, cercando in questo modo di allontanarlo dalla patria e magari di farlo morire (un saggio gli ha infatti rivelato che sarà lui a spodestarlo), né lo stesso Giasone, che affronta prove mortali per averlo: il vero obbiettivo di tutto il viaggio, non è l'arrivo, ma il tornare al punto di partenza. La Colchide è una sorta di 'mondo altro' in cui sono in vigore altre leggi e altre tradizioni (si pensi che lì si seminano i denti di un drago).

Tempo


A livello temporale vi è l'intersezione di diversi livelli cronologici: infatti, il tempo passato, quello presente e quello futuro si riflettono l'uno nell'altro, concatenandosi tra loro con degli scambi così repentini e imprevisti che rendono l'intera opera di ostica comprensione. La descrizione, che teoricamente segue un filo cronologico, è infatti così ricca di analessi e prolessi da incatenare i livelli temporali gli uni agli altri in modo molto stretto. Questo è il motivo per cui la struttura temporale risulta particolarmente frammentata e il ritmo narrativo, mano a mano che la narrazione prosegue, sembra farsi sempre più accelerato.

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