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Polibio

Nasce in Arcadia nel 205 a.C., muore in Grecia nel 123 a.C., dopo essere stato tanto tempo a Roma.
Siamo nel periodo in cui l’Ellade si è accostata al mondo romano, perché i Romani erano interessati a conquistarla; successivamente diventerà una delle tante province romane.

Polibio era un militare ed ebbe un ruolo istituzionale nella Lega achea che radunava città del Peloponneso le quali agivano da città confederate (i Greci non hanno mai avuto un’unità); all’interno c’erano tre partiti che prendevano posizione rispetto ai Romani:
- partito filo-romano;
- anti-romano: salvaguardia dell’identità e dell’orgoglio greco;
- neutrale: stare lontani dai Romani e pensare alla propria indipendenza.

Polibio aveva la carica di ipparco, guidava la cavalleria; la sua posizione era neutrale, non ostacolava né accoglieva i Romani; pregiudizio nei confronti dell’antica Macedonia e di Sparta che avrebbe voluto prevalere. Lo scontro decisivo tra Romani e Greci fu nel 168 a.C., con la battaglia di Pidna in cui i Greci della Lega achea vengono sconfitti. Tra i rappresentanti della lega achea, Polibio viene deportato a Roma in condizioni di quasi schiavitù. Le sue abilità e conoscenze gli permettono di farsi notare, gravita all’interno del Circolo degli Scipioni, viene apprezzato e messo in condizione di poter lavorare all’annotazione dei fatti storici riguardo eventi pressoché contemporanei.

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