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Polibio. Introduzione, pensiero storico e Stile

Mentre era impegnato e assorto in altri interessi culturali, il greco Polibio inizia l'attività letteraria a causa del suo ospite romano, il console Lucio Emilio Paolo: quest'ultimo infatti apparteneva al nominato circolo culturale degli Scipioni. Successivamente, quando vi fu il tramonto del regno macedone e l'ascesa di Roma, Polibio acquisisce un suo senso di storia molto particolare, in un certo modo, più universale.
Intuì inoltre che la Macedonia aveva perso la guerra ed era tramontata anche a causa del suo sistema politico, un sistema inefficiente se confrontato a quello romano, che egli esalta come uno dei migliori che siano mai esistiti, anche se non perfetto.
Egli rappresenta una vera e propria svolta nel modo di concepire la storia: capisce infatti che lo storico non può continuare ad utilizzare il solito punto di vista, deve cambiarlo, in quanto, essendo il mondo cambiato, bisogna che lo faccia anche la storia. Lo storico non deve quindi scrivere la storia di un'isola della grecia, di una battaglia o di un assalto, come se tale isola (o tale battaglia) fossero separate dal resto del mondo e non influenzassero, molto o poco, bene o male, il resto del mondo.

Stile. La prosa di Polibio risulta arida nell'esposizione, lo stile sembra quasi 'cancelleresco', da cancelliere dello stato. Per la maggior parte dell'opera il linguaggio è essenziale, tranne nei momenti di riflessione filosofica (chiaramente ispirati alla filosofia scolastica) ove risulta anche particolarmente prolisso.

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