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La ξενια(Xenia)era il concetto di ospitalità nell'antica Grecia. Esso era sacro e protetto da Zeus ξενιος(Xenios). Quando uno straniero si presentava alla porta il padrone di casa non poteva negargli ospitalità altrimenti si sarebbe attirato l'ira di Zeus. Un esempio fondamentale di quanto fosse importante l'ospitalità al tempo degli antichi Greci ci è mostrata nell'episodio dell'Iliade in cui Elena, moglie di Menelao(Re di Sparta), viene rapita da Ettore(Principe Troiano). Il rapimento della moglie è un grande affronto nei confronti di Menelao, soprattutto perché Ettore era suo ospite quando ha persuaso Elena a fuggire con lui.
Veniva chiamato "ospite" sia lo straniero sia colui che lo accoglieva. Quando un uomo forniva ospitalità ad un altro, le famiglie di entrambi venivano legate per sempre. Infatti colui che era stato ospitato avrebbe dovuto ricambiare, accogliendo nella propria casa l'uomo che lo aveva accolto o un suo discendente. Le famiglie ospiti, per essere sicure di ritrovarsi, si scambiavano dei "simboli" (dal verbo συμβαλλω): un legno o una pietra, venivano spezzati a metà ed una parte veniva consegnata all'uomo ospitante e l'altra allo straniero, così nel caso in cui un discendente dei due avesse avuto bisogno di un rifugio le due metà sarebbero state ricongiunte, per dimostrare l'autentica appartenenza alla famiglia ospite. Un esempio perfetto di ospitalità è rappresentato nell'Iliade nell'incontro tra Glauco e Diomede.

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