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Ipponatte, frammenti 12, 15, 16, 68, 119 West, Ipponatte e le donne

Diversi componimenti di Ipponatte alludono a situazioni erotiche e ad avventure amorose, con un tono spregiudicato e, talora, osceno che anticipa le forme della commedia attica.
Le donne descritte dal giambografo efesino sono, in genere, donne di facili costumi, al centro di situazioni boccaccesche e di frenetici convegni erotici, descritti con impietoso realismo.
In alcuni frammenti si allude all’impudica Arete (il nome riprende, con ironica antifrasi, quello della saggia e virtuosa regina dei Feaci nell’Odissea). Secondo alcuni interpreti questa Arete era una parente stretta di Bupalo (forse la sorella o addirittura la madre), secondo altri era la donna dello scultore ed era anzi oggetto di contesa tra Bupalo e Ipponatte.
Di carattere più generale sembra la feroce battuta misogina del frammento 68 West, mentre il frammento 119 West è stato inteso in senso “romanticheggiante”, ma più probabilmente non si discosta dal tono beffardo e osceno degli altri componimenti.

Arete è “una donna il cui nome d’ascendenza omerica è tutto un programma, per l’urto stridente con le azioni che le sono attribuite, e per il suo ambiente di vita”. Già il frammento 12 West, piuttosto oscuro, pare alludere a un rapporto fra Bupalo (definito “incestuoso con la madre”) e Arete.

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