i Giambografi

Archiloco

Archiloco è il primo poeta giambico e anche il primo elegiaco. Da lui si è fatto cominciare l"io lirico' moderno; ma questo è vero solo nel senso che è il primo poeta greco ad aver immesso nei suoi versi la propria vita in ogni sua manifestazione. Le notizie biografiche di Archiloco ci arrivano o da lui stesso o da due iscrizioni votive, una di Mnesiepes, l’altra di Sostene. Nacque sull’isola di Paro e fu un soldato mercenario e, secondo la tradizione, fu ucciso a Nasso da Calonda. Una parte dei suo frammenti letterari è occupata dal suo litigio con Licambe che gli aveva promesso in sposa la figlia ma poi si è tirato indietro. Secondo la leggenda, inveì così tanto e con così tanta violenza contro di lui che, per la vergogna e la disperazione, si impiccò con le figlie. Quest'ultimo episodio è sicuramente una leggenda, perché è un topos che ritorna anche per un altro poeta giambico, Ipponatte ma la storia d'amore contrastato e la promessa di matrimonio non più onorata sono effettivamente cantate nei versi di Archiloco, e ci si può solo chiedere se si tratti di verità biografica oppure no. Accanto a questi toni aggressivi non mancano delicati versi erotici; le immagini forti sono frequenti: Archiloco anticipa quella libertà in fatto di sesso che comparirà solo in alcuni poeti lirici e sarà poi normale nella commedia attica del V secolo. Archiloco, con molto realismo, dichiara che il mestiere di soldato gli dà il pane e il vino (fr. 2 W): era dunque un mercenario, un soldato che combatteva per la paga; Il mestiere di soldato viene visto anche dall'interno, con ironia e soprattutto con realismo. In un altro celebre frammento il poeta rifiuta la figura dell' eroe ornerico alto, ben piantato, dai bei capelli e ben rasato, a vantaggio del guerriero piccolo, con le gambe storte, ma saldo sulle gambe e «pieno di coraggio». Qui spicca una vera e propria ironia antiomerica. Il mestiere di soldato, ci permette di identificare il pubblico e l’occasione della poesia archilochea. Durante le lunghe campagne militari, i suoi compagni costituivano il suo uditorio, e i suoi versi erano l’intrattenimento per simposi guerreschi simili a quelli visti nell’Iliade.

Semonide

Semonide nacque a Samo, ma fu detto ‘di Amorgo’ in quanto condusse in questa isola una colonia samia. È stato accomunato ad Archiloco ed Ipponatte perché, anche lui aveva un nemico giurato Orodecida. Il poeta è famosissimo per il suo giambo contro le donne che lui paragona ad elementi animali o naturali in cui lui identifica dieci tipi di donne delle quali nove sono da evitare quindi avremo: la scrofa, pigra e sporca; volpe, perfida e furba; cagna, curiosa e chiacchierone; di terra quella che sa solo mangiare; di mare quella che è sempre mutevole; asina, mangia sempre e si accoppia con chiunque; donnola, disgusta l’uomo e ruba; cavalla, fa tutto controvoglia ed è schizzinosa; scimmia, è brutta e astuta in senso malvagio. La decima è l’unica buona paragonata all’ape: economica, fedele, aggraziata, non chiacchiera e genera figli belli. Da un altro giambo emerge una visione pessimistica della vita; secondo lui tutto va come vuole Zeus ma gli uomini continuano ad illudersi che domani vada meglio. Scisse inoltre cose di cucina ed una favola.

Ipponatte

La vita di Ipponatte si colloca fra la metà e la fine del VI secolo a.C., fuggì da Efeso a causa della tirannide di Atenagora, e da questo capiamo che fosse un aristocratico, e di rifugiò a Clazomene. Nei frammenti che ci restano, Ipponatte si presenta come un poveretto e spesso parla"dei livelli più bassi della società: questo ha fatto sorgere il luogo comune che sia stato' un 'poeta pitocco' che cantava per i poveri. Due circostanze smentiscono tuttavia questa credenza: già il suo nome, che significa «signore dei cavalli», rivela un' origine nobile; inoltre, la sua poesia tradisce un grado di erudizione per 'il quale non sapremmo immaginarci un uditorio di poveri. Come Archiloco, aveva due grandi nemici furono due scultori, Bupalo e Atenide, che lo rappresentarono brutto e deforme e, si dice, si sarebbero suicidati per l’aggressività dei giambi del poeta. Un altro parallelismo con Archiloco è che Bupalo avrebbe promesso in sposa a lui la figlia ma poi si sarebbe tirato indietro. Secondo la tradizione, Ipponatte era il poeta più aggressivo di tutti ed aveva una scarsa varietà tematica. Nei suoi versi, è frequente la figura del farmaco (greco) ovvero il capro espiatorio, una vittima che veniva simbolicamente caricata dei mali di un’intera comunità. Dietro questa figura, spesso e volentieri, si nascondeva un suo nemico. Un’altra caratteristica della sua poesia, è l familiarità con cui si rivolge agli dei e l’amore compare sempre come eros violento. Diversi frammenti mostrano la tematica gastronomica;

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