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Giovani e anziani nel kosmos di Sparta

Il sistema educativo a cui erano sottoposti i giovani spartani era chiamato agoghé. La formazione primaria, soprattutto dopo i quattordici anni, consisteva essenzialmente nell’esercizio fisico (correre a piedi nudi e gareggiare); veniva insegnata l’assoluta obbedienza agli ordini ed una vita di carattere ascetico. Lettura e scrittura erano apprese solo a livello essenziale. Veniva auspicato un linguaggio “laconico”, consistente in risposte brevi e lapidarie; erano addirittura previste punizioni (ad esempio un morso al pollice) in caso di chiacchiere inutili. Con l’età aumentavano le prove: i ragazzi erano rapati a zero, camminavano a piedi scalzi e ricevevano un unico mantello per tutto l’anno. Ai giovani era consentito di rubarsi a vicenda i pasti; la punizione scattava solo se “il ladro” si faceva cogliere in flagrante: “si trattava sicuramente di giochi che costituivano un buon allenamento per il mestiere di soldato, ma allo stesso tempo esprimevano anche lo stretto legame con il culto divino. Questi giochi di rapina erano in onore di Artemide, dea della caccia.”

I giovani erano controllati da un magistrato preposto alla loro educazione, che era aiutato da giovani “portatori di frusta”. Fra le pene corporali c’era infatti quella della flagellazione: una volta l’anno i ragazzi erano frustati sull’altare di Artemide per metterne alla prova la resistenza.

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