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Euripide


Indaga l’uomo, le strutture della realtà, il rapporto uomo-realtà
Ha un atteggiamento disincantato verso riposte e soluzioni definitive
Ha una concezione casualistica della realtà (eventi: no ordine, no direzione, Τυχη: principio di organizzazione, principio che governa l’esistenza)
- Interiorità dei personaggi
- Analisi degli impulsi irrazionali (soprattutto sconvolgimenti prodotti da eros)
- Critica dei valori tradizionali (mito, dei)
- Denuncia del disagio esistenziale dell’uomo
- Sofferenza dell’uomo, oppresso da una realtà sentita come prevaricante
- Posizione della donna nella società (Alcesti, Medea, Fedra nell’Ippolito)
- Scetticismo religioso, derivante dal fatto che gli dei sono indecifrabili e le azioni umane non sortiscono mai gli esiti sperati
- Valorizzazione dei legami familiari
- Valorizzazione di una linea etica ispirata al vivere giorno per giorno
- Crollo di ogni sicurezza (anche i valori del mito: in dubbio, mito = realtà, non superiore)
- Mette in luce contraddizioni della realtà e del mito
- Uomo: Analizzato nella sua interiorità, impulsi irrazionali
- Euripide ridimensiona la statura eroica dei personaggi e abolisce l’assoluta centralità dell’eroe sofocleo
- Protagonisti: privi di valenze eroiche, vicini all’uomo comune, fragilità, debolezze psicologiche, incertezze etiche, in una quotidianità che non sanno né modificare né respingere con sprezzo eroico
- L’essenza tragica dei personaggi sta nel loro tentativo frustrato di adeguare la realtà ai loro desideri
- Personaggi umili con dignità scenica pari ai personaggi tradizionali, sono spesso portatori di riflessioni culturali d’avanguardia, sono depositari del giusto modo di vivere, perché ispirati al buon senso e al rispetto della tradizione
- Solidarietà per i barbari -> Medea, ma anche ostilità
- Risalto: all’eroismo dei deboli (giovani e donne)
- Grandi eroine
- Aristotele afferma nella poetica che Sofocle aveva presentato gli uomini come dovrebbero essere, Euripide li aveva messi in scena così come sono

Euripide è la coscienza della sua realtà (contraddittoria e priva di certezze) di cui analizza con lucida consapevolezza i problemi.

Euripide porta in scena la crisi delle sicurezze culturali, come testimonia l’uso dell’agone, che consiste in un confronto dialettico tra due personaggi e che dà voce a diversi punti di vita, messi tutti sullo stesso piano con pari legittimità -> Ragioni dell’agire umano
Euripide tende a risolvere le situazioni in modo inatteso, come testimonia l’espediente del deus ex machina
In Eurpide: valorizzazione della categoria dell’umano

Modello femminile di donna che, venutasi a trovare in una situazione drammatica, in un primo momento si abbandona al dolore e a una passionalità scomposta (parte lirica - passionalità), poi, con evidente frattura rispetto alla prima reazione, ragiona e agisce in modo lucido e razionale (parte di lucida razionalità)

Alcesti (di cui Euripide non valorizza tanto l’eroismo, quanto la mancanza di incertezza/ripensamento nella scelta che compie)
Alcesti si uccide al posto di suo marito Admeto (EROS come φιλία coniugale), destinato dal fato a una morte prematura.
(Admeto aveva ottenuto da Apollo di aver salva la vita se un altro si fosse offerto al suo posto)
Alcesti chiede ad Admeto di non risposarsi per non esporre i figli alle insidie di una matrigna.
Lui le promette che una statua con le sue sembianze la sostituirà nel letto (EROS come φιλία coniugale).
Admeto è accusato di vigliaccheria da suo padre Ferete. Eracle salva Alcesti. I due si ricongiungono.
Parte lirica: rimpiange la sua vita di sposa e di madre, poi accetta la situazione (perché volontà degli dei)
Admeto per Apollo è un uomo giusto – NO giudizi etici dello spettatore, ma DUE diverse risposte di dignità umana

Medea (con cui Euripide discute questione dei diritti della donna vs privilegi γένος difesi da Giasone)
Medea vuole vendicarsi: Giasone l’ha ripudiata per Glauce. Finge di riappacificarsi con Giasone e di donare a Glauce un peplo e una corona, ma sono imbevuti di filtri magici. Medea uccide i figli (esita per amore materno, ma poi agisce) per arrecare il massimo dolore possibile a Giasone.
In un dialogo serrato, prima della vendetta: Giasone difende il γένος, dice di aver agito pensando al futuro dei figli, lei è inflessibile
Passionalità - razionalità. Lamenti: ascoltati degli spettatori – In scena appare lucida e padrona di sé
Parte lirica: dà sfogo alla rabbia e al dolore per l’abbandono di Giasone, poi pianifica la vendetta
Dalla sua condizione personale elabora una riflessione universale sulla condizione delle donne subordinate agli uomini (discorso collettivo che le vale la solidarietà del coro, ma le donne del coro sono Corinzie, lei è una straniera. Medea non accomuna sé a loro)
Complementarità di fattori razionali - irrazionali
La conoscenza razionale non è conoscenza del bene e sua conseguente attuazione, ma strumento per rafforzare un impulso al male
Infanticidio: necessità di vendetta + impulso irrazionale
In passato: Medea simbolo degli estremi a cui può la natura umana.
Diversità (barbara, moglie ripudiata, conoscitrice di arti magiche, selvaggia) -> unicità -> solo tramite la diversità è accettabile la solidarietà tra il pubblico Ateniese

Ippolito portatore di corona -> Fedra
Rielaborazione dell’ Ippolito velato (scena scandalosa, modifiche)
Afrodite, dal momento che Ippolito è devoto solo ad Artemide, fa innamorare di lui la sua matrigna Fedra.
Fedra decide di uccidersi per non disonorare lo sposo, rivelando la sua passione per il figliastro.
In una tavoletta mente affermando di essersi uccisa perché Ippolito le aveva fatto violenza. Teseo, padre di Ippolito, invoca su di lui una punizione di Poseidone. Poseidone arriva con un mostro marino.
Teseo se ne compiace, ma Artemide gli rivela la verità. Ippolito muore tra le braccia del padre Teseo-> disperazione. Parte lirica: dà sfogo alla sua passione per il figliastro, poi espone un ragionamento lucido sulla sua condizione + problemi di etica
Demolizione dell’ottimismo etico socratico: come Medea, conosce il bene, ma non lo compie. Dall’analisi razionale: consapevolezza dell’immutabilità della propria situazione.
Purezza di Ippolito e senso dell’onore di Fedra: due valori aristocratici che finiscono per essere causa di rovina, assumono valore di υβρις (critica aristocratica)
Antitesi -> non c’è possibilità di conciliazione
- Fedra: (Afrodite): Eros – vittima di eros
- Ippolito: (Artemide): Castità
Artemide sancisce l’impossibilità per l’uomo di mettere ordine in una vita mossa solo da impulsi irrazionali e dominata da divinità indecifrabili.
L’unica possibilità, prospettata dal coro: compromesso con l’irrazionalità del reale attraverso il rifiuto di principi inflessibili e attraverso l’assunzione di un atteggiamento docile e remissivo.
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