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Questo appunto di Letteratura Greca presenta il contenuto di ogni libro delle Storie di Erodoto, ne approfondisce i modelli, la lingua e lo stile.

Indice

  1. Le Storie di Erodoto
  2. Le fonti di Erodoto
  3. Lingua e stile di Erodoto

Le Storie di Erodoto

Le Storie di Erodoto ci sono giunte divise in nove libri. Si tratta di una divisione operata in età alessandrina facendo corrispondere ad ogni libro una delle nove Muse secondo l'ordine canonico con cui esse sono elencate nella Teogonia di Esiodo (versi 77-79).
I primi quattro libri contengono i “Logoi” alla maniera di Ecateo di Mileto, dal quinto libro si narra la vicenda delle guerre persiane:
  • Il primo libro racconta la nascita dell’impero persiano a opera di Ciro il Grande e la sua conquista della Lidia;
  • il secondo libro tratta le vicende di Cambise e la conquista dell’Egitto;
  • il terzo libro narra la successione di Dario, la struttura e l’organizzazione dell’impero persiano;
  • il quarto libro si occupa della conquista della Scizia e della Libia;
  • il quinto libro inizia finalmente il racconto dello scontro tra Greci e Persiani, narrando gli antecedenti nella rivolta delle colonie greche dell’Asia Minore fino alla distruzione di Mileto;
  • il sesto libro riporta la disfatta di Maratona e il ritorno in patria dell’esercito persiano sconfitto;
  • il settimo libro narra la preparazione della seconda spedizione contro la Grecia fino al sacrificio delle Termopili;
  • l’ottavo libro racconta le battaglie di Salamina e di Platea;
  • il nono e ultimo libro contiene la conclusione delle operazioni militari fino alla presa di Sesto.

Le fonti di Erodoto

Le fonti di Erodoto sono orali e scritte.

Le fonti orali provengono da:

  • Testimoni oculari;
  • ultimi discendenti di tradizioni orali;
  • testimonianze orali di iscrizioni in lingue non note ad Erodoto, come il geroglifico-egiziano, il persiano, il lidio e il babilonese.
Le fonti scritte sono:
  • Poeti, in primo luogo Omero;
  • Ecateo di Mileto;
  • raccolte di oracoli;
  • iscrizioni greche.

Lingua e stile di Erodoto

La lingua delle Storie è un dialetto ionico, arricchito di elementi attici e nobilitato dal ricorso a moduli di stampo epico. Poiché l’opera era recitata in pubblico, il periodare è in prevalenza paratattico, con una ricchezza di particolari che consente al lettore di assaporare le descrizioni che via via si susseguono. In rapporto alla varietà del contenuto, lo stile è multiforme e tocca i più diversi registri, raggiungendo anche punte di straordinaria tensione drammatica, specie nel racconto delle vicende che manifestano il senso tragico della precarietà delle sorti umane e della incolmabile distanza tra le aspettative del singolo e l’esito delle decisioni assunte. La caratteristica che era già stata esaltata da Dionigi di Alicarnasso è la varietà, che si coglie sia nella disposizione degli episodi, sia nell’alternanza dei temi all’interno di una stessa narrazione, sia nell’uso della oratio directa: dialoghi, lettere e discorsi.

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