Si tratta di una poetessa che godeva di grande prestigio.
Abbiamo un poemetto che ricorda una sua amica che morì subito dopo le nozze. Vi è infatti un duplice dolore per l'amica morta e per il rimpianto per non aver potuto partecipare alla cerimonia funebre. Si intrecciano queste due motivazioni di dolore e sofferenza.

Il linguaggio e la forma


Il poemetto è proposto in dialetto dorico. È significativo che elementi del proprio dialetto siano stati utilizzati nell'esametro, metro tipico del genere epico. Si anticipa così il cosiddetto "miscuglio dei generi", l'"incrocio dei generi".

L'argomento dell'infanzia

Per quanto riguarda l'argomento, si parte all'inizio ricordando i giochi dell'infanzia, tema che fino al V a.C. secolo non faceva parte degli argomenti della poesia. Il bambino non veniva quasi mai preso come soggetto di un componimento poetico. Lo abbiamo visto con Ettore e Astianatte, quest'ultimo piange quando vede l'elmo del padre. Nella Medea di Euripide i bambini sono solo usati dalla donna per realizzare la sua vendetta. In questo caso invece l'infanzia viene proposta come valore, ricordata anche nella sua ingenuità e nella sua pochezza.

Interviene il ricordo di un gioco infantile (simile all'attuale lupo ghiaccio) e in seguito si nota che i ricordi sono confusi. Le bambole richiamano per associazione di idee la fanciulla Baucide.
Una delle traduzioni più valide è quella tratta dall'edizione di Camillo Neri, attualmente docente universitario.

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