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Callimaco

Segna una decisiva rottura con la tradizione omerica contrapponendo ad essa l'epillio, miniaturizzazione delle saghe eroiche, nonché composizioni brevi e raffinate. Egli non vuole rinnegare l'epos omerico, ma ritiene che venga reso inutile, in pieno Ellenismo, da parte di goffi imitatori che ne inficiano il valore. Gli Aitia (Origini o Cause) è una raccolta di brevi componimenti in 4 libri in metro elegiaco. Il carattere dominante è quello eziologico: ogni componimento, attraverso la ripresa di miti poco conosciuti, spiega le cause della nascita di un luogo, festa, rito, ecc.. Il procedimento eziologico era assai diffuso: se ne servirono anche Esiodo, Pindaro, Virgilio, Properzio e Ovidio. Callimaco introduce il carattere eziologico in diversi modi: o facendo parlare il prima persona il personaggio del componimento (prosopopea), oppure attraverso un discorso onirico tra il poeta stesso e le Muse. E' un'opera di cui ci sono pervenuti circa 200 frammenti e riassunti di epoca tarda. Si contraddistingue per la sua enorme erudizione mitografica e antiquaria mista ad arte poetica (Acontio e Cidippe, La chioma di Berenice). Programmatico è il prologo: Callimaco risponde a coloro che lo accusavano, i cosiddetti Telchini (i due Dionisii, Ascelpiade, Posidippo, Prassifane di Mitilene e forse Apollonio Rodio), di oligostichia e di scrivere come un bambino. Al poema unico ed ininterrotto, Callimaco contrappone l'epos in breve, sostenendo che la poesia deve essere breve. I Giambi sono 13 componimenti in metro vario: al metro giambico si alterna il coliambo, chiaro richiamo ad Ipponatte (che compare all'inizio e alla fine della raccolta). Il carattere dell'opera è la varietà: ogni componimento presenta un tema diverso e anche il carattere tipicamente mordace della poesia giambica è nettamente smorzato, così come la figura del poeta maledetto. Quest'opera fu accusata di polyedeia, ossia di varietà di temi e di toni. Insieme ai Giambi furono ritrovati anche i Carmi melici, 4 componimenti dal metro vario a carattere eziologico, in cui sono narrati miti tipicamente callimachei. Particolarmente significativo risulta l'epillio "Ecale", di cui ci rimangono 150 frammenti. Conosciutissimo nell'antichità, spiega la nascita del borgo di Ecale e le feste ecalesie festeggiate annualmente in onore di Zeus. Presenta una grande raffinatezza ed erudizione antiquaria. Gli Inni sono 6 componimenti dedicati ad altrettante divinità; hanno un metro vario (dagli esametri epici ai distici elegiaci). Gli dei celebrati negli Inni hanno caratteri umani, come quelli della tradizione, tuttavia alcuni di essi vengono identificati con i sovrani terreni. L'innografia callimachea infatti oscilla fra la tradizione e l'innovazione, nonché voluta violazione di essa. Gli epigrammi sono componimenti poetici pervenutici in circa 60 frammenti attraverso l'Antologia Palatina. Il carattere distintivo è quello della poikilia (varietà) non solo metrica, ma soprattutto tematica (dal tema amoroso a quello funerario). Non è possibile stabilire se siano componimenti autobiografici o rimarcanti topoi letterari. La poetica di Callimaco si basa soprattutto sulla varietà e sulla non-imitazione, quindi sull'originalità tematica e stilistica, su una profonda ricerca inventiva, richiamandosi sempre al dato erudito. La critica callimachea si rivolge in particolar modo contro Aristotele, il quale riteneva che la grandiosità di un'opera si basasse sulla sua lunghezza. Callimaco va' contro la distinzione aristotelica dei generi letterari introducendone dei nuovi.

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