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Commedia: caratteristiche

Commedia e Tragedia appartengono entrambe al genere drammatico, per essere rappresentate hanno bisogno del teatro: mentre la tragedia era orientata verso la catastrofe e quindi si notava la prevalenza della morte e del dolore, la commedia si concludeva con un lieto fine. La commedia portava in scena il ridicolo che successivamente fu chiamato comico. Il comico non era solo ciò che faceva ridere, ma ciò che determinava un sorriso di vario genere. Lo scarto tra la realtà per come veniva rappresentata e ciò che lo spettatore si aspettava è uno dei motivi per il quale la comicità induceva al riso. Un linguaggio allusivo è un'altra motivazione. La commedia proiettava una realtà più vicina alla vita quotidiana; si potrebbe dire che la realtà rappresentata era a tutto tondo poiché ciò che non si trovava nella commedia, lo si trovava nella tragedia. Il contenuto della commedia viene considerato dissacrante, contrariamente alla valenza sacra della tragedia. Aristofane ne anticipa le caratteristiche, affermando che ha un'origine dionisiaca. Si sviluppa nel V secolo, nell'ambiente culturale di Atene; differentemente dalle tragedie che nel V secolo hanno fine, la commedia viene poi ripresa nel IV secolo. La commedia di Aristofane si sviluppa nella polis, infatti tratta tematiche politiche, riguardanti la realtà sociale e culturale del tempo. La commedia antica si modella sulla tragedia, riproponendo quasi la stessa struttura.

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