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Penteo, episodio I


Dal verso 215 inizia il monologo di Penteo (ρησις) che fa da contraltare a quello di Dioniso nel prologo. Infatti Penteo si connota in maniera antitetica rispetto al dio ed è quindi dalle sue parole che inizia ad emergere lo scontro fra i due personaggi. Penteo è sulla scena e parla tra sé e sé: non vede i vecchi; quando se ne accorgerà cambierà registro.


Rappresentazione di Dioniso per bocca di Penteo.
οστις εστι =
è una formula usata dalla tradizione come forma di rispetto (= la divinità è imperscrutabile; CFR Inno a Zeus nell' Agamennone - esaltazione di Zeus e della potenza Divina come entità Divina e non antropomorfa). Questa volta il lessico viene usato in una forma di norma sedicente e non rispettosa.

Il discorso di Penteo permette allo spettatore di riceverne una caratterizzazione infatti dalle sue parole emerge la sua visione delle cose.

Penteo parla del Baccanale e decide di condannare Dioniso attraverso le donne. Le donne che:
sono scappate sui monti ombrosi (caratterizzati negativamente)
= secondo lui dovrebbero stare in casa.
non onorano gli dei tradizionali
sono lascive (= il mascheramento per giustificare la lascivia delle donne)
agiscono di nascosto
fingono invasamento bacchico
Inoltre il vino non appartiene più a una dimensione sacrale, ma è legato all'ubriachezza e al disordine legato al “nuovo” ruolo delle donne nei tiasi ≠ religione tradizionale.
Penteo quindi si configura come portatore di una mentalità tradizionale; vuole imporre delle barriere (di sesso e di età,...) e ha un atteggiamento misogino. Corrisponde quindi all'immagine tradizionale del maschio greco di potere.
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