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Argonautiche - lingua, stile e narratore

Lingua e stile


La lingua e lo stile delle Argonautiche sono allo stesso tempo riproduzione e cambiamento della lingua omerica: Apollonio lascia infatti largo spazio alla lingua tradizionale dell’epica variando però:
- il lessico;
- adottando una sintassi più complessa;
- rifiutando il linguaggio formulare.

Lessico


Viene infatti ripresa la preziosità della lingua omerica ma vengono introdotti termini appartenenti alla lingua lirica e tragica e neologismi di Apollonio e di autori a lui contemporanei.

Sintassi


Al posto della sintassi paratattica omerica in Apollonio prevale l’ipotassi che comporta l’uso di nuove soluzioni metriche (per esempio l’enjambement).

Linguaggio formulare


Bisogna inoltre pensare che con Apollonio si parla di tradizione scritta, non più orale, che si traduce nel non-uso delle formule: per esempio quando scrive dell’aurora, Apollonio non usa mai la stessa espressione come invece fa Omero.

Narratore

Il narratore delle Argonautiche è perlopiù un narratore onnisciente (che quindi sa più dei personaggi), tuttavia in alcuni momenti, prevalentemente quelli più drammatici, si immedesima nei loro sentimenti – per esempio quando Medea scopre l’amore.
Inoltre, nel poema emerge spesso la figura dell’autore – con domande rivolte alle Muse, per commentare alcune situazioni, il che compromette in maniera evidente l’impersonalità del narratore omerico, intervenendo nella narrazione.

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