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Argonautiche: Uguaglianze e differenze con Omero

Uguaglianze. Il tratto più simile tra le argonautiche di Apollonio Rodio e i testi omerici, è il contenuto. Protagonisti di entrambi i poemi sono infatti gli dei, le peripezie, le profezie degli oracoli, con la costante presenza di scene tipiche e interventi divini. A differenza dei testi classici, però, qui l'autore svuota il testo del suo senso originario (lampante l'esempio di Ida che sembra quasi una caricatura di Aiace).
Un'altra similitudine rintracciabile tra i due poemi è a livello di forma: nei due testi si ritrovano le stesse similitudini, lo stesso tipo di lessico e lo stesso dialetto epico. Ma, contrariamente a quanto avviene nell'epica odissiaca, Apollonio Rodio inserisce nella sua opera l'uso dello scorcio e evita le ripetizioni tanto amate e diffuse nell'epica tradizionale. C'è inoltre da dire che nel testo di Apollonio c'è una maggiore frequenza di similitudini rispetto a Omero, molto spesso legate a toni intimistici.

Differenze. Innanzitutto, l'opera di Apollonio, a differenza di quella di Omero, è destinata alla lettura: egli quindi modifica il linguaggio formulare (ora non più necessario) a vantaggio della singola parola.
Inoltre in Apollonio si può riscontrare l'influsso di altri generi letterari (ad esempio la tragedia, o il dramma). Ed esso è inoltre ricco di erudizione, riempito con ekfrasis (descrizioni di oggetti o statue) o aition (descrizione delle cause di un particolare nome o di una particolare festa).
Rispetto poi ai testi omerici, qui è molto forte la presenza di un io narrante e l'introduzione di neologismi e preziosismi lessicali impensabili in un testo omerico, fatto per essere imparato a memoria. Inoltre, Apollonio racconta la sua storia per episodi, con particolare attenzione alle piccole scene: fu infatti definito il poeta del frammento.

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