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Apollonio Rodio - Opere

Introduzione


Le fonti affermano che Apollonio scrisse molto durante la sua vita, eppure la maggior parte delle opere sono andate perdute:
- poemetti sulla fondazione di città;
- opere di carattere erudito (un saggio dal titolo ‘Contro Zenodoto’, un poema dedicato ad Esiodo, ecc.).
L’unica opera che possiamo ricostruire per intero sono le Argonautiche.

Argonautiche

Le Argonautiche sono un poema epico in esametri, che racconta in 4 libri l’impresa degli Argonauti (gruppo di eroi con a capo Giasone che prende il proprio nome dalla nave Argo su cui viaggiavano) che consisteva nel recuperare il vello d’oro in Colchide e portarlo in Grecia per ottenere il regno di Iolco – governato in quel momento dall’usurpatore Pelia.
- Il primo e il secondo libro raccontano il viaggio degli Argonauti in Colchide;
- Il terzo narra della riuscita dell’impresa che Giasone deve compiere per ottenere il vello, impresa che viene compiuta solo con il determinante aiuto della maga Medea, che, innamoratasi di Giasone, gli fornisce il suo aiuto;

- Il quarto libro racconta poi la fuga dalla Colchide (il vello è stato sottratto infatti con l’inganno) e il ritorno in Grecia.

Antefatti delle Argonautiche

Il vello era appartenuto all’ariete sacro che Zeus aveva inviato a salvare i due bambini, Frisso ed Elle, dalle grinfie della loro matrigna. Durante il lungo tragitto verso la Colchide, dove regnava Eeta, figlio del sole, Elle era caduta dalla groppa nel mare che per questo prende il nome di Ellesponto. Frisso aveva invece preso in moglie la figlia di Eeta, Calciope, sorella di Medea. La pelle dell’ariete era stata inchiodata in un bosco sacro ad Ares e di guardia era posto un drago.

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