ATTRIBUZIONE E DATAZIONE

* L’attribuzione del trattato critico del Sublime è problematica, gli autori più quotati sono Dionisio o Longino (dal codice Parisino del X sec.), Ermagora o Teone.
* Dalla dedica a Terenziano, si evince che l’autore fosse vissuto a Roma.
* Il trattato (conservato per 2 terzi) indica la strada per giungere all’altezza di stile.
* Si può datare alla prima metò del UI secolo per la polemica nei confronti dello scritto di C. di Calatte e per il riferimento alla crisi dell’eloquenza, caratteristico di questo periodo (cfr. Petronio, Quintiliano e Tacito).


IL SUBLIME

* L’opera definisce il sublime come l’altezza e l’eccellenza del discorso, che non mira alla persuasione degli ascoltatori ma a dare al discorso una forza tale da destare meraviglia.
* Le cin uw fonti del sublime sono:
- l’altezza di pensiero;

- il pathos violento;
- l’impiego delle figure;
- l’espressione noile;
- la compositio.
* Il trattato giudica dal punto di vista del sublime opere intere e autori (es Omero – L’Iliade è della giovinezza, l’Odissea della vecchiaia), ma la la veritò è che il vero sublime è fatto episodico (esso si trova all’interno di autori che puntano alto, e spesso cadono)
* L’autore difende il genio letterario, che puù permettersi errori, mentre gli scrittori ineccepibili di solito sono privi di vera grandezza.
* Il capitolo 44 è dedicato alle cause della decadenza dell’oratoria. La causa principale è la decadenza della morale e la corruzione dei costumi, è anche presente una tesi secondo cui l’eloquenza è decaduta a casua della fine della libertà.

STILE


* Lo stile stesso del trattato aspira al sublime.
* E’ uno stile brillante, al di sopra della koinè ellenistica.
* La lingua del sublime rende sempre ardua la traduzione nelle lingue moderne.

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