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Dal latino alla lingue neolatine


Dalla lingua latina, sono derivate alcune lingue chiamate neolatine. Esse sono: l’italiano, il francese, lo spagnolo, il portoghese,il rumeno, il romancio (parlato nelle vallate delle Alpi Retiche)
Da precisare che esse non sono derivate dal latino classico, quello adoperato da Cicerone o da Tacito, bensì da quello volgare, parlato dai coloni, dai soldati o dai commercianti che si spostavano all’interno dell’impero.
Un esempio
Cavallo in latino classico = equus
Cavallo in latino volgare = caballus da cui è derivato l’italiano cavallo, lo spagnolo caballo, il francese cheval, il rumeno cal
In francese i termini di origine romana sono numerosi: mer (da mar-maris), heure (da hora–horae), homme (da homo-hominis),
Ovviamente il passaggio dal latino alla lingua neolatina ha dovuto tener conto dei substrati linguistici già esistenti, come la lingua celtica in Gallia. Alcuni termini celtici sussistono ancora oggi nel francese come “sapin”, “druide” o “charrue”
In Francia e in Spagna la presenza romana è stata più massiccia per lo spagnolo e l’italiano hanno una maggiore somiglianza con il latino. Invece, il rumeno che si è scoperto come lingua neolatina solo nel scorso, ha subito l’influenza slava e si arricchita con termini provenienti dal francese (es. boulevard = boulevardul)
In Gallia, il latino volgare si è fuso con un grado diverso con il celtico pre-esistente. A nord ha prevalso la lingua celtica e da questa fusione è nata la lingua d’oil, articolata in tanti dialetti, mentre a sud, ha prevalso il latino volgare e da questa fusione è nata la langue d’oc. Hoc e oïl erano i due avverbi di affermazione per dire “sì” in entrambe le lingue.
La lingua francese ha subito altre trasformazioni ed altri apporti con l’occupazione dei popoli germanici come i Franchi. I prestiti linguistici derivati da questa popolazione sono circa 400, spesso inizianti con l’ h aspirata.
Tutte queste trasformazioni hanno contribuito alla nascita di dialetti diversi da una regione all’altra. Nel 1539, Francesco I con un apposito editto impone la lingua francese – derivata dall’antica lingua d’ oïl - come lingua officiale in tutto il paese.
La langue d’hoc, parlata nella parte meridionale della Francia, con tempo ha dato luogo alla lingua provenzale, in tutte le sue varianti, il cui massimo esponente nel XIX secolo è stato lo scrittore Frédéric Mistral, il cui capolavoro è l’opera “Mireille”
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