Ho il diploma e adesso?

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Voto di maturità: punteggio finale, bonus per meritevoli, punteggi delle prove scritte e del colloquio orale, 100 e criteri per l'assegnazione della lode

Una volta terminate le scuole superiori che fare? Continuare a studiare o iniziare a cercare subito un lavoro? Un bel dilemma per chi, appena liberatosi dei cinque anni trascorsi tra le mura scolastiche, si trova a dover affrontare il mondo là fuori e decidere del proprio futuro. Una scelta importante che va ponderata attentamente e noi cercheremo di aiutarvi a fare un po’ di chiarezza.

Che fare?
C’è chi è convinto che continuare a studiare sia la soluzione migliore per poter aspirare ad un posto di lavoro sicuro e gratificante, ma magari ancora non sa bene a quale corso di studi dedicarsi. C'è chi, invece, non è del tutto convinto che andare all’università sia, per lui, la scelta giusta, ma allo stesso tempo ancora non conosce il mondo del lavoro e non sa né come muoversi né ha idea di cosa potrà trovare.


Università o lavoro? Questo è il dilemma

È normale che nella mente del neodiplomato si crei un po’ di confusione nel pensare alle varie possibilità di scelta che si possono fare dopo la maturità. E così la stragrande maggioranza dei ragazzi ancora non riesce a vedere il proprio futuro in modo limpido e definito, ma tuttavia è consapevole che una scelta bisogna pur farla. E allora, casa fare, continuare a studiare o no?


Ognuno dice la sua, voi pensate!
Ovviamente non esiste una risposta giusta ed una sbagliata a questa domanda. Tutto è soggettivo e dipende esclusivamente da se stessi, dipende da quali sono le prospettive individuali, la voglia effettiva che si ha di continuare a studiare e poi gli interessi e le attitudini personali. E il nostro consiglio è quello di non dare retta né a chi vi dice, troppo semplicisticamente, che quel pezzo di carta (più propriamente l’attestato di laurea) ve lo dovete prendere perché senza quello ormai non si va da nessuna parte e né a chi, superficialmente, vi suggerisce di non andare all’università, perché in fondo laurearsi e studiare tanto non serve a niente, che ci sono tanti laureati che fanno i commessi o i centralinisti perché il lavoro non si trova. Pensate con la vostra testa!


Università No
Da una parte è necessario sapere che andare all’università non vi darà nessuna certezza di trovare un lavoro sicuro; non vi dovete illudere che “laurea” sia sinonimo di “posto di lavoro”. Infatti bisogna considerare che molto spesso le aziende che devono assumere personale, più che al titolo di studio, sono interessate al bagaglio di esperienze pratiche che una persona ha accumulato nel corso degli anni. Così può accadere che persone in possesso di una formazione breve e relativamente facile trovino lavoro più facilmente o raggiungano una soddisfazione economica più elevata di coloro che, dopo la laurea, arrancano alla ricerca di un posto di lavoro.


Università Sì
Tuttavia, soprattutto per alcuni posti di lavoro specifici, ad esempio il medico o l’avvocato, la laurea è assolutamente necessaria per svolgere quel determinato tipo di professione. Quindi andare all’università, in base alle vostre aspirazioni, può diventare una scelta obbligata. Ma anche nel caso di professioni per le quali non è richiesta la laurea, in realtà, possedere un titolo di studio universitario potrebbe rivelarsi un’arma in più per riuscire a trovare un’occupazione. Il grado di cultura che si riesce ad ottenere frequentando un corso universitario e l’insieme di esperienze accumulate possono arricchire molto le persone che, in questo modo, mostrano una marcia in più nel sapersi adeguare alle nuove esigenze che la società ed, in particolare, il mondo del lavoro, richiedono.


Le statistiche premiano i laureati... di una certa età
Secondo l’ISTAT, i laureati beneficiano di una situazione occupazionale di indubbio vantaggio rispetto a coloro che hanno dei titoli di studio diversi: questo è vero in realtà per coloro che sono in possesso di un titolo di studio universitario ed una età superiore ai 35 anni. Invece, per i giovani laureati di età compresa tra i 25 e i 34 anni il tasso di disoccupazione risulta comunque superiore alla media (nel 2007 è arrivato al 9,5%) e la spiegazione è che a partire da quella fascia di età (da quando le condizioni economiche e sociali rendono più facile accedere all’università) si sono laureate molte più persone di quante ne siano richieste dal mercato del lavoro provocando, di conseguenza, una sproporzione tra domanda ed offerta di lavoro.


Facoltà e occupazione
Quindi, se avete interesse a continuare a studiare sarebbe bene scegliere una facoltà che, oltre ad essere in linea con le vostre attitudini, vi dia anche la possibilità di risultare competitivi e appetibili nel mondo del lavoro. È per questo che vi invitiamo a consultare le successive pagine di questa sezione Università e Lavoro per capire quali sono le aree di studio che possono facilitare l’inserimento lavorativo.


Scegliere la facoltà su misura
Lo ripetiamo, la scelta della facoltà non deve essere guidata unicamente dall’opportunità lavorativa che può offrire: non ha senso laurearsi in economia se la propria passione è l’arte, si rischierebbe di rimanere insoddisfatti del lavoro ottenuto, seppure stabile, oppure di non riuscire neanche a terminare gli studi. Perciò fate prima una accurata analisi dei vostri interessi e delle vostre attitudini, ad esempio svolgendo dei test .


Lavorare e specializzarsi
Se, invece, studiare è stato fino adesso per voi un vero incubo e considerate che trascorrere ancora altri anni sui libri sarebbe una inutile perdita di tempo e di energie, bene, non sentitevi costretti ad andare all’università, ma tenete bene a mente che di studiare non si finisce mai e che anche se sceglierete di dedicarvi ad un lavoro estremamente pratico, come del resto in tutte le cose, dovrete continuare ad applicarvi per migliorare, per specializzarvi ed essere in questo modo competitivi e soddisfatti di voi stessi. Quindi vi consigliamo di informarvi sui vari corsi di specializzazione esistenti.


Non resta che augurarvi una buona navigazione tra le nostre pagine di orientamento.

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