Fare impresa: l'esperienza di Roadrunnerfoot

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

giovani creano startup, la storia di Roadrunnerfoot

Questa è una storia che vede per protagonista il coraggio di inventarsi il lavoro in un momento in cui questo manca per tanti giovani, ma anche di un uomo pronto a trasformare la sua esperienza personale in una fonte di idee per migliorare la vita di migliaia di persone. Realizzare una protesi all’avanguardia che consentisse ai disabili di correre e camminare comodamente e in maniera fluida: questo il progetto che nel 2007 prese il nome di Roadrunnerfoot, “un piede per correre”. Da questa semplice ma basilare idea è nata, come spinn-off dell’ex Politecnico Innovazione di Milano, la prima azienda italiana in grado di progettare e produrre ausili e componenti per protesi per disabili.

LA FORMULA DEL SUCCESSO - La Roadrunnerfoot Engineering S.r.l. si è costituita grazie ad un’iniziativa giunta nel momento opportuno. Infatti, quando il progetto prese forma, in Italia il mercato delle protesi e degli ausili per disabili si basava su prodotti importati dall’estero. Proprio in questo contesto, la startup si è posta come obiettivo principale quello di offrire dei prodotti innovativi, garantendo un rapporto qualità-prezzo davvero competitivo. La politica della startup consiste proprio nella progettazione e realizzazione di protesi all’avanguardia dai costi contenibili, realizzate attraverso l’applicazione di tecniche moderne e l’utilizzo di materiali innovativi. Una produzione interamente Made in Italy. Il cavallo di battaglia dell’azienda è il piede in fibra di carbonio, da cui, tra l'altro, prende nome. Una protesi pensata nella difesa dei diritti umani fondamentali, come quello alla salute, e nel rispetto delle esigenze dei singoli utenti. “Un piede per correre” diventa la soluzione a molti dei problemi della realtà dei disabili, ed anche, di conseguenza, la formula vincente del successo dell’azienda.

NON ARRENDERSI MAI- Daniele Bonacini aveva 23 anni quando, a causa di un incidente stradale, venne sottoposto all’amputazione di uno dei due arti inferiori. Ma nella sfortuna vale la pena di dire che questo giovane ha saputo trovare la giusta strada da percorrere, lasciando ben poco spazio alla rassegnazione. Così dopo una carriera agonistica, intrapresa nel 1998 e culminata nel 2004 con la partecipazione alle Paraolimpiadi di Atene, nel 2005 matura la decisione di iniziare il Dottorato di Ricerca al Dipartimento di meccanica del Politecnico di Milano. E' in questo periodo che il giovane concepisce il suo rivoluzionario progetto, quello di consentire a tutti di camminare liberamente per strada, correre e praticare sport. Così dal dramma personale di un uomo prende forma un disegno brillante dall’eco chiara e decisa: nessuno dovrebbe arrendersi di fronte alle difficoltà. In virtù del coraggio e dell’impegno profuso in un progetto così importante per la realtà dei disabili, nel corso della Giornata Internazionale delle persone con Disabilità, svoltasi lo scorso 3 dicembre, Daniele Bonacini ha ricevuto dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, l’Onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

E tu hai un progetto al quale vorresti dar vita?

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