
Mare, energia e sostenibilità: tre pilastri della Blue Economy che, messi insieme, porteranno alla nascita di oltre 25mila nuovi posti di lavoro.
La stima arriva dal Blue Economy Monitor, l’Osservatorio sviluppato da Intesa Sanpaolo e SDA Bocconi School of Management, presentato lo scorso 5 novembre 2025: un progetto nato per monitorare l’economia del mare e le sue traiettorie di sviluppo, con un focus su sostenibilità, innovazione e competenze richieste dal mercato del lavoro.
Quello che accade in mare si intreccia con l'energia che alimenterà le nostre città – dalle pale eoliche offshore alle tecnologie per catturare l'energia delle onde e del mare - e si lega al modo in cui merci e persone si sposteranno, con porti sempre più smart, rotte ottimizzate e navi a basse emissioni.
Ma l’indagine ci dice molto di più sull’economia del mare che sta ridefinendo il mercato del lavoro: nei prossimi anni serviranno infatti ingegneri ambientali, tecnici specializzati in energie rinnovabili marine, esperti di logistica sostenibile, biologi marini con nuove competenze digitali e molti altri.
Indice:
Il valore della Blue Economy
La ricerca del Blue Economy Monitor spiega molto bene come il cosiddetto Capitale Naturale Blu - cioè l’insieme di risorse marine e costiere che generano benefici ecologici, sociali ed economici - stia già trasformando l’economia del nostro Paese. Questo, infatti, ha un valore globale stimato in oltre 24mila miliardi di dollari e il Mediterraneo da solo ne concentra 5.600 miliardi.
In Italia, infatti, l’economia del mare non è affatto un settore di nicchia: secondo i dati richiamati dal Blue Economy Monitor, genera 64,6 miliardi di valore aggiunto diretto, con un impatto complessivo sul PIL di 178,3 miliardi e oltre 1 milione di addetti.
Il legame invisibile tra il mare e l’energia
Ma se oggi si parla tanto di Blue Economy è anche perché il mare è diventato uno spazio chiave per la transizione energetica: eolico offshore, soluzioni energetiche in mare, infrastrutture portuali più efficienti, reti e logistica “decarbonizzate”.
L’installazione di 1,2 GigaWatt di energia rinnovabile offshore (obiettivo da raggiungere entro il 2030) genererà - nei prossimi anni - un’altissima richiesta di profili specializzati.
Si tratta di una mossa strategica, perché l'energia rinnovabile offshore sfrutta il potenziale del vento, del sole e delle maree in mare aperto per produrre elettricità pulita, attraverso l'energia eolica offshore (fissa su fondali bassi o galleggiante su fondali profondi) e il fotovoltaico galleggiante che sta emergendo come opzione complementare per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica europea.
Intesa Sanpaolo e la Blue Economy: l’impegno a fianco di scuole e università
In questo contesto, già da diverso tempo vi parliamo delle iniziative educative di Intesa Sanpaolo e del suo impegno a fianco di scuole e università per far conoscere alle studentesse e agli studenti la Blue Economy.
Ecco allora che l’Osservatorio Blue Economy Monitor diventa uno strumento essenziale, come spiega Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs Intesa Sanpaolo:
“Tra i trend emergenti, la blue economy e i fondali marini offrono straordinarie potenzialità di crescita per il nostro Paese. Sostenere la ricerca in questo ambito significa alimentare la competitività, la distintività italiana e costruire ecosistemi virtuosi, in cui istituzioni, imprese e università collaborano per preparare le nuove generazioni alle sfide globali e alle trasformazioni sempre più rapide e costanti”.
“La blue economy amplia il concetto dell’economia del mare, integrando i principi di sostenibilità ambientale e sociale”,
“Essa si concentra sull’uso responsabile delle risorse dell’oceano per promuovere la crescita economica, migliorare i mezzi di sussistenza e creare occupazione, garantendo al contempo la salute degli ecosistemi marini."
"Siamo grati a Intesa Sanpaolo che, con la sua collaborazione, ci consente di affrontare un tema così fondamentale per l’economia e l’ambiente”. ha affermato Stefano Caselli, Dean SDA Bocconi School of Management.
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