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Proposizioni interrogative indirette

Sono quelle proposizioni che esprimono una questione o un dubbio in forma indiretta, e dipendono dalla presenza di una proposizione reggente, esempio:
"Dimmi perché non sei venuto a cena"
Possono essere in forma implicita o esplicita.

Le proposizioni interrogative implicite posseggono un costrutto formato da il verbo al modo infinito, esempio:
"Non so a chi chiedere

Le proposizioni interrogative esplicite posseggono un costrutto formato invece dal verbo al modo indicativo, congiuntivo o condizionale, esempi:
"Mi domando che fine abbia fatto"
"Nessuno sa cos'abbia fatto"

Le proposizioni interrogative indirette, inoltre, possono dividersi in parziali, totali, semplici. Analizziamo questi casi:

- le proposizioni parziali possono essere introdotte da un pronome, un aggettivo, o un avverbio interrogativo, esempio:
"Mi domando chi sarà il nuovo insegnante"

- le proposizioni totali possono essere introdotte da "se", esempio:
"Mi domando se abbiamo fatto un bel lavoro"

- le proposizioni semplici sono quelle proposizioni in cui non si sono altre possibilità nella domanda, esempio:
"Non sanno quando arriveranno"

- le proposizioni disgiuntive, al contrario delle semplici, le abbiamo quando si presentano due alternative, esempio:
"Non sanno se arriveranno o no"

Le proposizioni interrogative indirette possono essere rette da:

- verbi e termini che esprimono dubbi e/o insicurezza come “dubitare, curioso, indeciso” ecc.

- verbi che esprimono questioni come “domandare, chiedere, indagare, informarsi” ecc.

- verbi che esprimono affermazioni come “dire, affermare, esprimere, annunciare” ecc.

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